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Gli effetti psicologici del Coronavirus: un’indagine su 2000 persone

La pandemia di Coronavirus ha cambiato ormai da tempo la nostra vita. A Febbraio 2020 abbiamo misurato alcune variabili psicologiche su un campione di 2010 persone da tutta Italia.

L’impatto psicologico sulle persone è stato sconvolgente, ed abbiamo misurato gli effetti di questa pandemia solo all’inizio. Parliamo del 26 febbraio 2020.

Prima ancora che ci fossero restrizioni se non nei primissimi focolai (ad es., Codogno)

Misureremo ancora la condizione psicologica a breve (19 Marzo 2020) e procederemo ancora, in una data prossima alla fine dichiarata e molto probabilmente prorogata delle restrizioni in atto.

Per chi leggerà questo testo nel futuro, siamo in un momento critico della pandemia, con circa 3000 morti solo in Italia. Tra alcuni giorni ci si aspetta che la curva di persone infette si riduca. Ma nessuno lo sa davvero.

Aggiornerò questo articolo con i dati che verranno man mano.

Le statistiche psicologiche sul Coronavirus

Siamo molto fieri di aver portato a termine questo risultato, siamo da soli, facciamo questo lavoro gratuitamente, nessuno ci finanzia.

Eppure grazie al vostro tempo abbiamo portato a termine un test su ben 2010 persone.

Però va detta una cosa, il nostro studio riguarda un campione non probabilistico e non rappresentativo di tutta la popolazione.

I partecipanti sono infatti prevalentemente di genere femminile (76,7%) e con un livello di istruzione medio alto. Solo il 15% ha un titolo di studio inferiore al diploma.

Quindi, prima di iniziare a leggere i risultati, considera che questi dati rappresentano meglio le opinioni del genere femminile con un livello di istruzione medio-alto.

Per questo motivo, abbiamo deciso di usare la statistica correlazionale. Un tipo di statistica che misura la relazione tra concetti psicologici. Non ha l’obiettivo finale di dare una descrizione rappresentativa di tutti gli italiani.

Ci permette di capire però quali pensieri si accomunano tra di loro, quali pensieri si presentano assieme.

La tristezza come effetto principale sulla salute

Certo, è la paura che fa da padrone, non potrebbe essere altrimenti dal momento che parliamo di un rischio per la propria salute.

Ma ci siamo chiesti, qual è l’effetto della paura? Qual è l’effetto della condizione di essere costantemente esposti a stimoli pericolosi.

Abbiamo confrontato:

  • il sentimento di ansia costante (7,7% delle persone danno risposte elevate)
  • il sentimento di tristezza (10,1% di risposte elevate)
  • la maggiore incidenza dell’insonnia (4% di risposte elevate)
  • ho paura del coronavirus (12,8% di risposte elevate)

Come puoi vedere l’effetto psicologico principale è stato sin da subito la tristezza, sebbene molti abbiano riconosciuto di provare paura del Coronavirus.

Queste misure sono state ottenute prima dell’isolamento sociale dovuto alla restrizioni. Ci aspettiamo che adesso aumenti e che probabilmente questa scia continui.

Ciò che temiamo di più sono gli effetti degli stati depressivi, che già all’inizio dell’epidemia riportavano elevatissime risposte in 1 persona su 10 – in un periodo che prevedeva misure restrittive per pochissime.

La paura passerà quando passerà il rischio. E’ probabile che abbia effetti sulle persone già più reattive agli stimoli fobici o che vivranno più da vicino gli elementi traumatici. Più difficile probabilmente gestire i possibili stati depressivi conseguenti.

Le emozioni negative sono associate anche all’adesione a norme restrittive. Chi sperimenta più paura e tristezza adotta più misure di sicurezza. Ricordo che questi dati sono stati raccolti prima delle restrizioni in atto, aderendo alle seguenti frasi:

  • I cinesi non dovrebbero viaggiare nei prossimi tre mesi
  • Gli italiani non dovrebbero viaggiare nei prossimi tre mesi
  • Non esco di casa senza la mascherina
  • Non esco di casa senza il gel igienizzante

Esistono però dei fattori protettivi della paura: tra tutti sapersi dare una spiegazione

Come dicevo la statistica correlazionale ci da un’idea della relazione tra concetti. Abbiamo applicato il test di Pearson sulle variabili psicologiche rilevate per capire che cosa si associa ad una minore paura del Coronavirus.

Quello che abbiamo scoperto è sconvolgente. Avevamo incluso molte domande sulle spiegazioni alla situazione Coronavirus. Abbiamo incluso le visioni ufficiali, le espressioni più comuni ed anche alcune visioni meno ufficiali.

Abbiamo scoperto che tutte l’adesione ad una qualsiasi credenze di controllo ha un effetto di sedazione sull’ansia.

Sebbene le visioni che vi mostrerò sono molto diverse tra di loro, tutte riducono l’ansia.

La razionalizzazione – a prescindere dai concetti illustrati – riduce l’ansia.

Ecco le frasi che hanno ridotto di più l’ansia:

  • Il Coronavirus è molto simile alla comune influenza (51%)
  • I rimedi naturali sono utili contro il Coronavirus (17%)
  • Il Coronavirus è stato creato in laboratorio per danneggiare la popolazione (23%)
  • Le notizie sul Coronavirus sono solo un modo per distrarci da qualcos’altro (32%)
  • Non c’è ragione di aver paura del Coronavirus (28%)

Ridotta la paura anche di chi ritiene che i vaccini siano dannosi. I partecipanti che hanno dichiarato di considerare i vaccini molto dannosi hanno dichiarato più spesso di non considerare il Coronavirus come una vera emergenza per la salute.

Credere a versioni diverse da quelle ufficiali sul Coronavirus, utilità dei rimedi naturali e no-vax sono risultate correlate tra loro.

Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni e vi terremo informati

A presto

Igor Vitale

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