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Le cause del Disturbo Antisociale di Personalità

Una comprensione esauriente del disturbo antisociale di personalità deve incominciare con il riconoscimento che fattori biologici contribuiscono in maniera evidente all’eziologia e alla patogenesi del disturbo. Studi sulle famiglie indicano che per i bambini con un genitore antisociale la probabilità di sviluppare un disturbo antisociale di personalità è attorno al 16%[1]. Studi condotti sui gemelli offrono prove convincenti dell’esistenza di influenze genetiche, ma sono probabilmente implicati anche fattori ambientali quali esperienze di abuso e trascuratezza. In effetti il disturbo antisociale di personalità sembra fornire un quadro patologico modello per esaminare le interazioni tra geni e ambiente. Numerose ricerche hanno mostrato come vulnerabilità genetica e fattori ambientali avversi operino in maniera sinergica nel produrre comportamenti antisociali o criminali[2]. Ci sono attualmente molti dati sulle caratteristiche dei substrati biologici per la psicopatia e il disturbo antisociale di personalità. I bambini con una storia familiare di disturbo antisociale hanno livello di acido 5-idroddindolacetico (5-HIAA) significativamente più bassi rispetto a quello che non hanno un’anamnesi familiare di questo[3]. Lo studio di bambini con tratti di insensibilità-mancanza di empatia, che includono assenza del rimorso, indicano forti origini biologiche specialmente per la psicopatia. Questi bambini sembrano avere difficoltà ad elaborare paura e tristezza[4]. Uno studio di imaging funzionale ha trovato che bambini con questi tratti, rispetto a soggetti di controllo della stessa età, presentavano un’attivazione dell’amigdala molto inferiore in risposta a espressioni facciali di paura[5]. I bambini con tendenze psicopatiche non si sentono a disagio quando fanno del male a qualcuno o trasgrediscono le regole stabilite dai genitori. L’amigdala è coinvolta nei processi di elaborazione di paura, vergogna e colpa; gli studi di neruoimaging hanno evidenziato una riduzione bilaterale del volume dell’amigdala in individui psicopatici rispetto a soggetti di controllo[6]. A differenza dei pazienti con disturbo antisociale di personalità, gli individui psicopatici raramente presentano una comorbilità con disturbi d’ansia o dell’umore. Negli psicopatici lo sviluppo di tali disturbi potrebbe essere impedito da una ridotta reattività dell’amigdala legata a deficit strutturali[7].

 

In individui psicopatici si è anche osservato un assottigliamento della corteccia temporale e una ridotta connettività tra l’insula e la corteccia cingolata anteriore dorsale[8]. Brotman et al.[9] hanno ipotizzato che un intervento di prevenzione mirato a migliorare gli stili genitoriali e le competenze emozionali e sociali dei bambini potesse modificare anche la risposta allo stress e alla secrezione di cortisolo. Questo suggerisce anche che interventi precoci che prevedono una terapia individuale dei genitori potrebbero influenzare l’espressione dei geni implicati nello sviluppo di comportamenti antisociali[10].

 

 

[1] Black, D.W. (2013), Bad Boys, Bad Man: Confronting Antisocial Personality Disorder (Sociopathy). Oxford University Press, New York.

[2] Caspi, A., McClay, J., Moffit, T.E., et al. (2002), “Role of genotype in the cycle of violence in maltreated children”. In Journal of Sciences, 297, 851-854; Foley, D.L., Eaves, L.J., Wormley, B., et al. (2004), “Childhood adversity, monoamine oxidase A genotype, and risk for conduct disorder”. In Archives of General Psychiatry, 61, 738-744.

[3] Constantino, J.N., Morris, J.A., Muphy, D.L., (1997), “CSF 5-HIAA and family history of antisocial personality disorder in newborns”. In American Journal of Psychiatry, 154, 1771-1773.

[4] Blair, R.J., Colledge, E., Murray, L., et al. (2001), “A selective impairment in the processing of sad fearful expressions in children with psychopathic tendencies”. In Journal of Abnormal Child Psychology, 29, 491-498.

[5] Jones, A.P., Laurens, K.R., Herba, C.M. et al. (2009), “Amygdala Hypoactivity to fearful faces in boys with conduct problems and callous-unemotional traits”. In American Journal of Psychiatry, 166, 600-606.

[6] Yang, Y., Raine, A., Lencz, T., et al. (2009), Localization of deformations within the amygdala in individuals with psychopathy”. In Archives of General Psychiatry, 66, 986-994.

[7] Blair, R.J. (2012), “Cortical thinning and functional connectivity in psychopathy”. In American Journal of Psychiatry, 169, 684-687.

[8] Ly, M., Motzkin, J.C., Philippi, C.L., et al. (2012), “Cortical thinning in psychopathy”. In American Journal of Psychiatry, 169, 743-749.

[9] Brotnman, L.M. at al. (2007), Effects of a psychosocial family-based preventive intervention on cortisol response to a social challenge in preschoolers at high risk for antisocial behavior. In Archives of General Psychiatry, 64, 1172-1179.

[10] Glen O. Gabbard, Psichiatria Psicodinamica, Quinta edizione basata sul DSM-5, Raffaello Cortina Editore, 2015.

di Ilaria Ulgharaita

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