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Perché alcune pubblicità di psicologia falliscono

Oggi siamo in piena emergenza Coronavirus e come tutti i professionisti sanitari, anche noi psicologi ci siamo mossi per fornire sostegno alle persone in difficoltà.

Sembra però che sebbene siamo tutti d’accordo sul fatto che stiamo vivendo una delle più grandi crisi in assoluto, le promozioni di psicologia stiano fallendo.

C’è poca risposta da parte dei clienti e pare che il mezzo della terapia a distanza sia un ripiego rispetto alla terapia in presenza, preferita dalla maggioranza dei colleghi.

Cosa non funziona esattamente?

E’ facile far riferimento ai numerosi problemi, spesso citati per capire la situazione. Ma è anche il momento per considerare alcune opportunità dettate dal momento.

La contraddizione principale è la seguente:

  • vediamo spesso sugli organi di stampa richieste da parte degli psicologi per avere lavoro nel fronteggiare l’emergenza
  • si parla spesso di emergenza psicologica
  • molti colleghi si stanno già adoperando per fornire supporto gratuitamente
  • le richieste di supporto anche gratuito però non sono notevoli
  • molti colleghi riferiscono di aver vissuto un calo delle richieste più che un aumento (e qui potremmo porci delle domande sul fatto che quella psicologica sia l’emergenza adesso)

L’emergenza è psicologica ma il numero di richieste di aiuto verso gli psicologi sembra diminuire. Qualcosa non torna.

Una delle cose che probabilmente non torna è il modo in cui vengono proposti servizi di supporto mediante la pubblicità media.

Da qualche anno mi occupo di progetti europei di psicologia e lavoro molto spesso all’estero. E in questa mia ultima esperienza mi sono allenato a cogliere tutte le criticità di progetto, perché è proprio su quelle che si perdono punti e la probabilità di vincere si riduce drammaticamente.

Riassumo dunque qui gli errori fatali di alcune promozioni di psicologia ai tempi del Covid-19:

  • le pubblicità hanno un registro spesso medico. Presentano spesso simboli medici, croci rosse etc. Chi legge fa fatica a identificare il suo problema come un problema medico.  Questo può portare il cliente a considerare irrilevante quella pubblicità.
  • le pubblicità non spiegano in che modo lo psicologo può essere utile adesso. Certo, alcune stime dicono che se la quarantena dovesse prolungarsi all’infinito vedremo gli effetti psicologici. E’ una stima che però pochi percepiscono direttamente. Certo chi ha perso il lavoro definitivamente o subisce un lutto grave può avere bisogno di uno psicologo. Ma sappiamo anche che ogni giorno vengono dati aggiornamenti in merito, diversi di supporto alle condizioni lavorative. Il focus della maggioranza delle persone è su questo. Inoltre, penso che poche persone vogliano gestire il proprio lutto su Skype solo perché gli diciamo che è importante. L’ultima parola sulla condizione lavorativa non è detta, perché ci sono provvedimenti in atto di cui tutti aspettiamo di conoscere la situazione.
  • Stiamo vivendo una situazione sconosciuta. L’elemento della perdita del controllo è chiaro, ma nessun sa come finirà davvero la situazione. La durata della quarantena è un effetto chiave ed è quello che determinerà gli effetti psicologici. Se entriamo in fase 2 a Maggio, se i provvedimenti per gestire la crisi saranno buoni, probabilmente di effetti psicologici negativi ne vedremo pochi, meglio così.
  • le pubblicità sono le stesse di sempre e non dicono nulla di diverso se non “in emergenza Covid-19”. Viene da dedurre solo che se non funzionavano prima, non possono funzionare adesso.
  • alcune promozioni offrono sostegno gratuito, utile per alcuni, per altri comunica che la consulenza psicologica ha poco valore, dovrebbe essere volontaria etc.
  • alcune promozioni riportano semplicemente ciò che si dice nei decaloghi
  • i decaloghi sono importanti per fare comunicazione generale, ma non hanno senso per proporre servizi al singolo. La deduzione che potrebbe farne un cliente è: vado dal professionista, ricevo i consigli che vedo tutti i giorni in tv e sui social. Perché dovrei impiegare 1 ora del mio tempo per avere queste informazioni? Come lo psicologo può dare un valore aggiunto rispetto a fattori contestuali che subiamo tutti, necessari ed al momento non risolvibili? Spesso questo non si desume dalle pubblicità

Vediamo ora le opportunità di promuoversi come psicologi ai tempi del Covid

Se vuoi provare a promuoverti nei tempi del Coronavirus, è necessario adattare la strategia al momento. Vediamo come

  • Definisci una quota che può essere ragionevole per te nella scrittura di un progetto o di un programma specifico per questo momento.
  • Definisci un prezzo complessivo per un percorso individuale finalizzato ad un obiettivo specifico collegato al Covid.
  • Fai una pubblicità specifica. Basta con pubblicità che parlano a tutti. Le pubblicità che parlano a tutti non parlano a nessuno.
  • Prendi una sfaccettatura del problema. Ti faccio un esempio: i genitori fanno già qualcosa di molto sfidante oggi. Ai tempi del Covid la situazione è più complessa, pensa a chi ha un bambino piccolo e che sta vivendo anni molto importanti del suo sviluppo. Perché non proporgli un percorso di genitorialità per utilizzare il tempo della quarantena per garantire dei buoni risultati nonostante l’isolamento? Perchè è importantissimo prevenire gli effetti negativi dell’isolamento e come può usare il tempo in modo fruttuoso un genitore in tempo di quarantena? Scrivi un percorso, stabilisci un piano di azione, monitora la situazione. Scegli un target, scegli una fascia di età. Eroga la consulenza a singoli e gruppi. Fai una pubblicità specifica solo su un singolo problema, su cui si esprimono in pochi. Se penso all’ipotesi di mesi di quarantena, personalmente mi preoccupa più lo sviluppo del bambino che la situazione di molti adulti.
  • La consulenza individuale via web sembra funzionare meno? Non ti trovi bene? Pensi che il cliente possa svalutarla? Proponi qualcosa di sensibilmente diverso. Riduci i tempi di discussione con Skype che funziona in parte, predisponi piani di azione per situazioni specifiche, prediligi gli homework. Proponi una forma di allenamento.
  • La formula progetto o percorso dovrebbe avere senso per te, in quanto dovresti ideare qualcosa di nuovo. Proponi una sessione più lunga (4 sessioni) e richiedi un pagamento anticipato, devi dare il massimo, ma anche tutelare il tuo lavoro
  • Spiega molto bene al cliente gli elementi di trasferibilità e cioè come ciò che apprende nel percorso può essere utilizzato anche nel post-emergenza.

 

 

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