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Perché non ricordiamo i primi anni di vita

bambino ricordi
L’incapacità di ricordare in maniera esplicita eventi che si riferiscono ai primi anni di vita riflette le diverse modalità con cui si sviluppano le varie forme di memoria. I circuiti che mediano i meccanismi della memoria implicita sono presenti fin dalla nascita e comprendono l’amigdala e altre regioni limbiche (memoria emozionale), i nuclei della base e la corteccia motoria (memoria comportamentale) e la corteccia percettiva (memoria percettiva).

La comparsa dei primi ricordi in forma esplicita, probabilmente di natura semantica, avviene solamente più tardi, durante il secondo anno di vita ed è presumibilmente legata alla maturazione del lobo temporale e dell’ippocampo.

La capacità di avere ricordi episodici, che incomincia a manifestarsi tra i diciotto mesi e i tre anni di età, potrebbe essere facilitata dallo sviluppo delle regioni prefrontali, in particolare della corteccia orbito-frontale. Durante gli anni successivi, nel periodo
prescolare, ai rapidi processi di maturazione che si verificano in queste aree cerebrali corrisponde un progressivo sviluppo di sé e delle proprie esperienze, ed i ricordi autobiografici diventano sempre più elaborati e complessi.

Le esperienze interpersonali sembrano avere un effetto diretto sullo sviluppo della memoria esplicita, in particolare
diversi studi indicano che i bambini che sono abituati a parlare dei loro ricordi con i genitori sono in grado più tardi di rievocare le loro passate esperienze con maggiori dettagli (Reese e Newcombe, 2007).

Il graduale superamento dell’amnesia infantile è quindi dovuto a processi di maturazione cerebrale (Nelson e Carver, 1998; Wang et al., 2007; Howe et al., 2009). Ne consegue che le memorie che si verificano prima dello sviluppo dell’ippocampo vengano registrate
unicamente a livello implicito. In questa maniera i ricordi emotivi non possono entrare a far parte della memoria autobiografica ma nello stesso tempo possono riemergere nelle reazioni comportamentali, emotive, percettive e somatiche, di cui però il soggetto non è
in grado di riconoscere coscientemente l’origine: queste memorie non sono assenti ma inaccessibili (Neisser ,1962; Conway, 1996).

di Cinzia Governatori

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