Come si diventa borderline

agosto 26th, 2016 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica | Psicologia dello Sviluppo

Il disturbo borderline di personalità nasce nell’ambito dello sviluppo della disorganizzazione degli stili di attaccamento. In questo articolo scoprirai perché gli stili di attaccamento sono alla base delle relazioni di coppia e delle relazioni con gli altri, e perché uno stile disfunzionale possa portare alla psicopatologia e al disturbo borderline di personalità

come si diventa borderline

Si può dire che un attaccamento sicuro tenda a predisporre alla salute mentale ed alla presenza di relazioni di coppia più stabili e gratificanti; ciò è dovuto alla fondamentale funzione di rendere l’individuo dipendente dal Sé, e cioè capace di «appoggiarsi al Sé per evocare l’altro in un periodo di assenza, per colmare il vuoto prima  della riunione o prima che l’attaccamento si ristabilisca». Ciò che interferisce con l’ottimale dispiegarsi del sistema comportamentale dell’attaccamento tende ad interferire con lo sviluppo dell’individuo, ma non sembra si possa attribuire a specifici pattern dell’attaccamento una corsia di inevitabile esitanza psicopatologica. Sembra invece più corretto, alla luce della letteratura attuale, pensare che interferenze significative nello sviluppo dell’attaccamento costituiscano una fattore di vulnerabilità generale che può sfociare in costellazioni psicopatologiche variegate, in funzione di altre variabili quali: fattori ad elevata componente genetica come il temperamento e la resilienza al trauma, fattori socio-ambientali di supporto, il complesso delle relazioni di attaccamento significative infantili e le successive relazioni di attaccamento significative intrafamiliari ed extrafamilari.

I deficit di sintonizzazione affettiva della Figura di Attaccamento possono produrre scadenti e durature capacità di gestione delle emozioni. Le emozioni infantili, esperite inizialmente in termini essenzialmente somatici, hanno bisogno di essere espresse verbalmente e veicolate adeguatamente anzitutto in un contesto interpersonale dove una Figura di Attaccamento funga da base sicura. Interferenze a questo livello possono portare ad un disconoscimento del mondo emotivo, ad una sua relegazione parziale nel registro somatico, alla difficile integrazione fra elementi somatici, emotivi, cognitivi e comportamentali.

Le diverse situazioni relazionali prototipiche in cui sembra si gettino le fondamenta per un futuro disturbo di panico sembrano essere una relazione con la Figura di Attaccamento caratterizzata da imprevedibilità, instabilità delle relazioni, inversione della relazione di aiuto fra figlio e Figura di Attaccamento, svalutazione delle capacità del figlio, disconoscimento o proibizione delle emozioni o di emozioni specifiche, l’invio di messaggi in cui il mondo viene definito come intrinsecamente pericoloso e il figlio viene descritto come inadatto ad affrontarlo in quanto fragile ed incompetente.

Sembra evidente come condizioni relazionali appena descritte possano anche dare origine a disturbi di personalità specifici, in particolare, relazioni significative sembrano essere presenti fra l’abuso infantile (nelle varie commistioni fisiche, psicologiche e sessuali) e i disturbi di personalità borderline, antisociale, istrionico.

 

3.2 Attaccamento e Disturbo Borderline di Personalità

I disturbi d’attaccamento rappresentano uno dei fattori di rischio dello sviluppo che son stati più costantemente trovati in associazione col disturbo borderline di personalità, con un numero di studi che riportano una significativa forte associazione tra attaccamento insicuro e disturbo borderline.[1] [2] [3]

Da uno studio è stato riscontrato che i tipi d’attaccamento più tipici di chi è affetto da DBP sono: irrisolto, preoccupato e timoroso. Ciò che accomuna tali modelli d’attaccamento è il desiderio di intimità, da parte dei soggetti affetti, ed allo stesso tempo il sentimento di preoccupazione verso la dipendenza ed il rifiuto. L’alta prevalenza e gravità degli attaccamenti insicuri riscontrati in questi studi supportano/evidenziano il ruolo centrale delle relazioni interpersonali disturbate nelle teorie cliniche del disturbo borderline di personalità. [4]

E’ possibile ipotizzare che il nucleo del disturbo borderline di personalità possa essere ricondotto, forse anche in senso eziopatogenetico, alla disorganizzazione del sistema motivazionale dell’attaccamento che comporta una rappresentazione molteplice e dissociata di sè ed una difficoltà a riconoscere e regolare gli stati mentali, incluse le emozioni. Indagini volte a definire gli antecedenti della disorganizzazione dell’attaccamento hanno evidenziato la forte correlazione con l’esistenza di lutti o vari traumi irrisolti nel genitore verso cui il comportamento di attaccamento del bambino risulta disorganizzato.

Main e Hesse hanno chiamato frightened/frightening (spaventato e che incute paura) il genitore responsabile della disorganizzazione dell’attaccamento del bambino.

Per “attaccamento” si intende la condizione nella quale un individuo è legato emotivamente a un’altra persona, generalmente percepita come più forte e quindi rassicurante. Il rapporto bambino/madre come rapporto tra chi cerca e chi offre le cure è stato studiato come sistema comportamentale di attaccamento. La prova dell’esistenza dell’attaccamento viene dalla ricerca di prossimità (o vicinanza), dal fenomeno della base sicura  e dalla protesta per la separazione.[5]

Dal momento che il disturbo borderline di personalità è caratterizzato dalla tumultuosità e l’instabilità delle relazioni interpersonali (instaurate da chi ne è affetto) e dalla difficoltà nello star da soli, questa potrebbe essere una spiegazione del fatto che i pazienti tendano a sviluppare un forte attaccamento agli oggetti di transizione (come ad esempio animali di peluche).

Da uno studio è emerso il legame tra gli attaccamenti agli oggetti transizionali e vari aspetti della patologia della personalità, nonché traumi infantili e stili d’allevamento dei genitori. I risultati (pertanto) dimostrano che una forte dipendenza emotiva dagli oggetti di transizione in età adulta può essere un indicatore di patologia sottostante, in particolare di disturbo borderline della personalità)[6].

[1] Fossati A., Adult attachment in the clinical management of borderline personality disorder, J Psychiatry Pract, 2012

[2] Scott L.N., Levy K.N., Pincus A.L., Adult attachment, personality traits, and borderline personality disorder features in young adults, J Pers Disord, 2009

[3] Aaronson C.J., Bender D.S., Skodol A.E., Gunderson J.G., Comparison of attachment styles in borderline personality disorder and obsessive-compulsive disorder, Psychiatr Q., 2006

[4] Agrawal H.R., Gunderson J., Holmes B.M., Lyons-Ruth K., Attachment Studies with Borderline Patients: A Review, Harv Rev Psychiatry, 2004

[5] Fonagy P., Attachment and borderline personality disorder, J Am Psychoanal Assoc., 2000

[6] Hoolev J.M., Wilson-Murphy M., Adult attachment to transitional objects and borderline personality disorder, J Pers Disord, 2012

di Alessandra Serio

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