Come riconoscere un borderline

settembre 4th, 2016 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

I criteri diagnostici di tale disturbo, secondo il DSM-IV-TR (APA, 2000, pp. 887-888), sono i seguenti.

Una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’affettività, e una marcata impulsività comparse nella prima età adulta e presenti in una varietà di contesti come indicato da 5 (o più) dei seguenti criteri.

  1. Sforzi disperati di evitare un abbandono reale o immaginario.
  2. Un quadro di relazioni interpersonali intense e instabili caratterizzate dall’alternanza tra gli estremi di idealizzazione e svalutazione.
  3. Disturbo dell’ identità: immagine di sé marcatamente e persistentemente alterata.
  4. Impulsività in almeno due aree potenzialmente dannose per il soggetto (ad esempio: spendere, sesso promiscuo, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate).
  5. Ricorrenti comportamenti, gesti, minacce suicidarie o comportamento automutilante.
  6. Instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell’umore (ad esempio: disforia episodica intensa, irritabilità o ansia che solitamente durano alcune ore e solo raramente più di alcuni giorni). 7) Sentimenti cronici di vuoto. 8) Rabbia inappropriata e intensa o difficoltà a controllare la rabbia (ad esempio: frequenti manifestazioni di collera, rabbia costante, ricorrenti scontri fisici). 9) Ideazione paranoide o severi sintomi dissociativi transitori, correlati allo stress.

Le caratteristiche borderline sono generalmente suddivise per comodità in quattro fattori, ognuno dei quali rappresenta un temperamento sottostante:

  • Sensibilità interpersonale (criteri 1, 2 e 7);
  • Disregolazione emotiva (criteri 6, 8 e 7);
  • Discontrollo comportamentale (impulsività) (criteri 4 e 5);
  • Disturbi del sé (criteri 3 e 9).

borderline tipi riconoscere

Sebbene comportamenti ripetitivi di autolesionismo e gesti parasuicidari e suicidari siano già riconosciuti come rischi del Disturbo Borderline di Personalità (Gunderson & Ridolfi, 2001), recenti ricerche indicano che individui con BPD siano anche a rischio di mettere in atto comportamenti violenti verso altre persone; in uno studio viene dimostrato che il 73% degli individui con diagnosi di Disturbo Borderline di Personalità ha assunto un comportamento violento verso altri entro un anno dopo l’uscita dall’ospedale (Newhill, Eack, & Mulvey, 2009). Una caratteristica centrale e problematica di questo disturbo è la disregolazione emotiva.

Emozioni negative come tristezza, vergogna, senso di colpa, umiliazione e rabbia sono, per questi individui, le emozioni più difficili da gestire e da tollerare (Linehan, 1993). Come abbiamo già visto, le emozioni e i comportamenti ad esse correlati sembrano essere regolati da un complesso circuito neurobiologico di cui fanno parte sia la corteccia prefrontale che l’amigdala (Davidson, Putnam, & Larson, 2000; Wright et al., 2014), e sembra ragionevole assumere che questo sistema neuronale di regolazione delle emozioni funzioni in modo anormale in individui con Disturbo Borderline di Personalità, e da ciò risulta una predisposizione sottostante a molti sintomi riscontrati in questo disturbo (Putnam & Silk, 2005), come comportamenti autolesivi e aggressività verso altri. Quindi, dato che l’esperienza di emozioni negative può innescare comportamenti di autolesionismo in individui con BPD, Newhill e Mulvey (2002) hanno postulato che la difficoltà che tali individui hanno nel tollerare e regolare queste emozioni negative può costituire un promotore critico della produzione di comportamenti violenti verso altri. Studi su bambini e adolescenti hanno mostrato che il maltrattamento subito da bambini e l’assistere a episodi di violenza tra i genitori possono influenzare negativamente lo sviluppo delle abilità di regolazione emotiva nei bambini (Maughan & Cicchetti, 2002). I conseguenti deficit nel saper regolare le proprie emozioni giocano poi un ruolo cruciale nell’aumentare il rischio di mettere in atto comportamenti di bullismo e altre forme di aggressione (Baldry, 2003). In uno studio di Newhill, Eack e Mulvey (2012), viene esaminato il ruolo della disregolazione emotiva in relazione a comportamenti aggressivi e violenti in una coorte di individui con BPD e senza BPD. Questi studiosi hanno rilevato che avere elevati livelli di base di disregolazione emotiva e uno suo scarso miglioramento nel corso degli anni sono fattori significativamente predittivi di conseguenti comportamenti violenti. Inoltre, i pazienti con Disturbo Borderline di Personalità hanno mostrato caratteristiche di disregolazione emotiva particolarmente negative sia trasversalmente che longitudinalmente, e gli eccessivi livelli di disregolazione emotiva osservati in questo gruppo spiegano completamente l’elevato rischio di commettere atti violenti, anche quando si considerano caratteristiche antisociali (Newhill, Eack, & Mulvey, 2012). Questi risultati suggeriscono che la disregolazione emotiva possa essere un meccanismo chiave per spiegare perché gli individui con Disturbo Borderline di Personalità siano a rischio di commettere sia atti auto-lesivi che comportamenti violenti contro altre persone. Inoltre, è stata indagata anche la relazione tra BPD e IPV (Violenza del Partner Intima), in quanto una caratteristica importante del disturbo consiste in una disfunzione interpersonale (Jackson, Sippel, Mota, Whalen, & Schumacher, 2015). Con IPV si intende un qualsiasi danno fisico, sessuale e/o psicologico inflitto da un ex o da un attuale partner o dal coniuge (Centers for Deasease Control and Prevention, 2012). Nel loro studio, Jackson e colleghi (2015), esaminando le ricerche riguardanti sia il Disturbo Borderline di Personalità che la violenza perpetrata verso partner, hanno individuato alcuni fattori che potenzialmente potrebbero interagire in diversi modi per promuovere IPV tra individui con un disturbo borderline di personalità. Tra questi fattori vengono indicati i processi di disregolazione emotiva, insieme agli stili di attaccamento, l’uso di sostanze e una predisposizione all’impulsività (Jackson et al., 2015). Le ricerche suggeriscono che, quando gli individui con Disturbo Borderline di Personalità si impegnano in comportamenti violenti ed aggressivi, ciò accade sempre in situazioni di conflitto con il proprio partner o in altre relazioni intime (Newhill et al., 2009; Sansone & Sansone, 2012).

Sia negli uomini che nelle donne, il Disturbo Borderline di Personalità è stato associato con alti rischi sia di perpetrare che di essere vittima di Violenza del Partner Intima, di essere aggrediti da estranei, di aver subito maltrattamenti da piccoli, e di altre forme di violenza come aggressione relazionale o psicologica (McGowan, King, Frankenburg, Fitzmaurice, & Zanarini, 2012; Ostrov, Hart, Kamper, & Godleski, 2011). Scott, Stepp e Pilkonis (2014) hanno esaminato il ruolo di mediatore della disregolazione emotiva nell’associazione tra sintomi di BPD e condotte aggressive in 150 adulti con BPD. È stato rilevato che la disregolazione emotiva predice sia la messa in atto di comportamenti aggressivi, psicologici e fisici, sia l’essere vittima di aggressioni fisiche e/o psicologiche. Inoltre, hanno dimostrato che le difficoltà nella regolazione delle emozioni spiegano completamente la relazione tra i sintomi di Disturbo Borderline di Personalità e i conseguenti comportamenti aggressivi o esperienze di vittimizzazione (Scott, Stepp, & Pilkonis, 2014).

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