Come superare i blocchi nel cambiamento

luglio 16th, 2017 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

Nel corso della terapia è possibile si verifichino momenti di stallo nei quali sembra impossibile superare l’ambivalenza, le resistenze e riattivare il processo motivazionale.

In questa circostanza, l’approccio interpersonale di Lorna Benjamin (1996, 2003) può fornire un aiuto importante per approfondire il livello di comprensione e per riattivare il processo motivazionale. Secondo l’autrice l’obiettivo è aiutare il paziente a confrontarsi con le Persone Importanti e le loro Rappresentazioni Interiorizzate (in inglese Important Person and their Internalized Relationship, IPIR, ossia l’equivalente dei Modelli Operativi Interni) collegate al proprio atteggiamento problematico attraverso i processi di copia (ossia quei processi psicologici attraverso i quali vengono interiorizzati gli schemi interpersonali derivanti dalle relazioni affettivamente più significative).

Solo accantonando questi desideri e aspettative si può aprire il varco per il cambiamento.

In effetti abbandonare le antiche speranze alla base della resistenza è probabilmente la parte più difficile del trattamento.

Benjamin ritiene che il suo modello interpersonale possa essere applicato al colloquio di motivazione secondo lo schema seguente:

 

  1. la pre-contemplazione si realizza affrontando il “dono d’amore”. Benjamin (2003) ritiene che il primo passo per promuovere la volontà di cambiamento, sia quello di riconoscere la necessità di abbandonare i vecchi desideri in relazione alle IPIR. Lo scopo iniziale è quello di capire dunque, in che modo il comportamento sessuale del paziente si inserisca in uno stile interpersonale più ampio, sviluppato nell’ La modalità con la quale tale comportamento si inserisce non è quasi mai diretta e lineare, ma potrebbe essere inserito invece, all’interno di cicli interpersonali sviluppati in seguito all’applicazione di uno o più processi di copia. E’ perciò necessario anzitutto, prestare attenzione alla storia personale di ogni paziente, analizzandone gli episodi più significativi del presente e del passato, cercandone i collegamenti.

 

  1. La contemplazione consiste nell’accrescere la motivazione ad abbandonare i desideri. Per rinunciare e abbandonare definitivamente i desideri e fantasie relativa alle IPIR fondamentali, si deve raggiungere una dolorosa consapevolezza di quanto costi quella relazione e successivamente, quando il paziente comprende che vivere nel presente potrebbe essere più soddisfacente che vivere nel passato, un’alternativa più Questi cambiamenti sono facilitati dalla scoperta di sé e dalla gestione di sé.

 

  1. L’azione è comparabile a iniziare effettivamente ad abbandonare i desideri. Qui il paziente deve affrontare varie fasi, quali il lutto per la perdita, in cui il paziente si rende conto di quante opportunità ha sprecato al servizio delle vecchie regole e fedeltà; il perdono, strettamente legato al “lasciar perdere”, che avviene quando il paziente smette di desiderare l’impossibile; l’interiorizzare nuove figure, tra cui quella del terapeuta e per ultimo, ma non meno importante, la cosiddetta compassione per le IPIR, in cui i genitori non vengono più visti come persone crudeli e incompetenti, ma vulnerabili e limitati dalle loro stesse ferite ed esperienze. Si inizia poi, un processo di costruzione di nuovi obiettivi e nuovi modi di essere che sembrano finalmente più adeguati e giusti.

In taluni casi, i pazienti non rispondono al trattamento nonostante un’apparente collaborazione; è probabile che questi in realtà abbiano erotizzato alcune dinamiche che continuano a vivere nelle loro fantasie sessali. A questa dinamica Benjamin assegna il nome di Sindrome di Klute (Benjamin, 1996, pp. 196-198). Questi casi sembrano suggerire l’importanza di approfondire il legame tra dinamiche interpersonali e gratificazione sessuale con le fantasie collegate.

 

  1. Il mantenimento si realizza resistendo al desiderio di tornare indietro. Per contrastare la spinta a tornare a ciò che è familiare, causata dalla paura del futuro, il terapeuta deve fornire molto sostegno al paziente infondendogli quella sicurezza necessaria perché possa continuare il viaggio verso il cambiamento. Importante è l’acquisizione di autodisciplina, grazie alla quale il paziente si allena a dire di “no” al desiderio che talvolta si ripresenta.

 

Questo approccio trova ampio utilizzo in una terapia complessa come quella per l’Ipersessualità che, oltre alla difficoltà nel gestire il comportamento sessuale, presenta due ostacoli di fondo quali l’ambivalenza della motivazione e il legame tra il comportamento sessuale e i più ampli cicli interpersonali del soggetto, con il relativo carico di paure e desideri.

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