Come fare la diagnosi di Sindrome di Alienazione Parentale (PAS)

luglio 28th, 2017 | Posted by Igor Vitale in Criminologia | Psicologia della Famiglia

Articolo di Alessia Chirico

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Affinchè venga attuato il trattamento della PAS, i tribunali hanno bisogno dell’expertise dei professionisti per mettere in atto terapie consone ai casi, mentre i professionisti della salute mentale hanno bisogno del potere del tribunale per far eseguire le loro raccomandazioni. Lo stesso Gardner individuò tre livelli di gravità della manifestazione della sindrome tutt’ora validi, posti su un continuum dai confini labili e basati sul comportamento del bambino:

  • Grado lieve: gli otto sintomi della PAS sono presenti superficialmente, e spesso non tutti insieme; le visite al genitore escluso non presentano particolari conflitti, e il rapporto con entrambi i genitori è piuttosto buono sia prima che dopo la separazione. A questo livello, non sono previsti trattamenti terapeutici, dato che tendono a scomparire nel tempo, soprattutto se il tribunale decide di affidare la custodia primaria del figlio al genitore alienatore.
  • Grado moderato: rappresentano i casi più comuni, in cui tutti gli otto sintomi sono presenti in uno stato avanzato rispetto al precedente grado, così come la campagna di denigrazione è più incisiva, soprattutto nei momenti in cui il genitore alienatore lo “consegna” al genitore escluso. In questi momenti di passaggio, il bambino realizza che mettere in atto comportamenti provocatori provoca sentimenti di colpa nel genitore alienato, e ciò soddisfa il genitore alienante. Alla fine, però, è lo stesso bambino a volersi allontanare con il genitore alienato, e appena lo fa si tranquillizza e normalizza il suo comportamento nei confronti del genitore. In tribunale, si preferisce affidare il figlio alla madre perché è con lei che si rileva il legame più profondo; se le conflittualità alla consegna persistono, di solito si affida un terapeuta che monitori gli incontri e che riferisca al tribunale ogni dettaglio. Se necessario, la madre può essere ammonita e sanzionata nel caso in cui manchi agli incontri, e ciò rappresenta un monito sia per la madre, a cui viene ricordato di cooperare, sia per il bambino, a cui viene fornita una scusa per incontrare il padre senza sentirsi in colpa o senza essere costretto ad ammettere di volerlo incontrare. In alcuni casi, purtroppo, queste sanzioni non rappresentano una motivazione sufficiente per alcune madri.
  • Grado grave: gli otto sintomi sono presenti in maniera marcata, e le occasioni di incontro con il genitore alienato sono tanto rare quanto distruttive, poiché il bambino adotta un comportamento talmente estremo da rendere necessario l’allontanamento. Il genitore alienante e il figlio condividono le idee paranoiche sull’escluso, addirittura lo temono e lo ritengono pericoloso. Gardner suggerisce di affidare il bambino al genitore alienato, ma questo non viene effettivamente messo in pratica dal tribunale. Però, se il bambino rimane con la madre, svilupperà a lungo termine delle psicopatologie; si potrebbe ricorrere ad una sistemazione intermedia che preveda dei momenti di transizione in cui il bambino si trova a vivere con entrambi i genitori. Tuttavia, anche questa situazione non risulta facile, poiché il bambino PAS si ritrova a vivere un acuto conflitto di lealtà; quindi, l’ideale sarebbe far trascorrere questo periodo di transizione in un altro luogo neutro, al fine di evitare ogni conflitto e, soprattutto, lo scopo principale è quello di indebolire il rapporto madre-bambino rinforzando la loro separazione. Questo programma viene definito Transitional Site e prevede tre livelli in cui le restrizioni vanno gradualmente aumentando.
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