La relazione madre figlio secondo Donald Winnicott

settembre 11th, 2018 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica | Psicologia della Famiglia | Psicologia dello Sviluppo

Articolo di Gabriella Scafini

Il vero merito di Donald Winnicott è l’aver evidenziato la grande importanza della relazione madre-bambino per lo sviluppo psichico nei primi suoi due anni di vita. Fondamentali due concetti che descrivono “la preoccupazione materna primaria” e la “madre sufficientemente buona” utilizzati ad indicare le capacità che una madre può avere per poter far crescere il suo bambino (non sempre è una madre adeguata). Altri concetti importanti introdotti da Winnicott sono:

  • il concetto di Holding utilizzato per descrivere il contenimento che sarà prima corporeo-fisico (la tenuta del bambino in braccio);
  • il concetto psichico (l’essere compresi dalla propria madre);
  • il concetto di Handling per spiegare il maneggiamento che può permettere al bambino d’imparare i codici di comunicazione;
  • il concetto di object presenting, la presentazione del mondo al bambino in modo da favorire l’illusione che gli oggetti siano creati da lui stesso (oggetti soggettivi) per far capire come la madre può insegnare al bambino la conoscenza degli oggetti nella realtà.


Importantissima la necessità della madre di facilitare la formazione di spazi illusori o transazionali che permettono alla mente del bambino di allenarsi nel riconoscere tra il mondo dei suoi oggetti interni e la realtà.

Questo mondo illusorio nel bambino si manifesta soprattutto nel gioco, mescolando la realtà alla fantasia che sarà positivo per il suo sviluppo. A questo gioco la buona madre deve equilibrarsi tra il gioco di illusioni e la fantasticheria facendo vedere la realtà’ al bambino.

Solo quando il bambino avrà un buon equilibrio allora sarà sufficientemente confortato dal modello illusivo e successivamente incoraggiato ad abbandonarlo., ma se subisce delle frustrazioni e viene forzato nella realtà non può essere sufficientemente confortato e potrà sfociare uno sviluppo atipico, con strutture non ottimali. Qui Winnicott mette a fuoco il concetto di esperienza transizionale e di oggetto transizionale in cui viene messo in evidenza cosa nella mente del bambino appartiene al suo mondo interno (fantasmi e realtà).

Al fianco di questi oggetti interni l’autore pone oggetti esistenti intermedi che raggruppano oggetti interni e oggetti di realtà esterna. Vengono definiti transizionali proprio perché rappresentano una transizione dal mondo interno fantasmatico del bambino ad un mondo interno in grado di rappresentare quello esterno e riconosciuto come adeguatezza.

Secondo Winnicott nei bambini dai sei mesi ai due anni, si riscontra un fenomeno comune, di individuazione di un oggetto che li aiuta ad addormentarsi, che nessuno può toccare o sostituire; solitamente si parla di una copertina o di un orsacchiotto. Questi oggetti gli permettono di percepirsi attraverso gli oggetti buoni interni che gli permettono di percepire il reale.

Quando le circostanze non sono favorevoli, quindi le esigenze del bambino non vengono soddisfatte, la psiche del bambino viene disturbata causando patologie mentale e psicosomatiche che si ripercuoteranno sulla relazione primaria tra madre e bambino.

Winnicott a questo riguardo individua due forme di fallimento materno. La prima è quando la madre non è in grado di partecipare e favorire l’esperienza transizionale del bambino, creando uno sviluppo psichico povero e limitato compromettendone lo sviluppo; l’altra si presenterà quando la madre interferirà nella spontaneità dell’esperienza transizionale, interponendosi con la sua persona, imponendo le sue idee nel gioco e nello sviluppo del bambino o imponendogli una realtà precoce per la sua età.

Questi eventi vengono appresi dal bambino come una brusca interruzione della continuità della sua esistenza e precisamente del suo Sé, sfociando nell’annichilimento del Sé; avremo quindi una frammentazione dell’esperienza interiore e il bambino per salvarsi sarà costretto a sintonizzarsi prematuramente con le richieste degli adulti, perdendo visione dei suoi bisogni, con il suo mondo interiore, con il suo Sé.

Winnicott a questo proposito introduce il concetto del Falso Sé. Il Falso Sé andrà a proteggere il Vero Sé, lo nasconderà tramite le compiacenze dell’ambiente e il bambino ne verrà fuori senza il contatto con se stesso. I bambini che verranno accuditi discretamente bene ma non autenticamente bene con genitori separati nelle cure fisiche e nella comprensione psichica
possono sviluppare un Sé coeso con la propria persona, con uno sviluppo mentale buono, ma con un difetto di base.

Questi bambini sono intelligenti e possono tranquillamente riuscire nella vita, ma avranno problemi di relazione interpersonale perché potranno sviluppare una relazione solo formale, in quanto incapaci di comunicare veramente con se stessi e con una mancanza di coerenza interna.

“La relazione del bambino con la madre è unica, senza paralleli, tale che una volta stabilita si mantiene inalterabile per tutta la vita come la prima e più forte relazione d’amore, e come il prototipo di tutte le successive relazioni d’amore, e questo è vero per entrambi i sessi ” (Freud)

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