La prima tecnologia attraverso la quale le teorizzazioni sull’ipnosi sono state rese maggiormente scientifiche e meno speculative è stata l’elettroencefalografia. Attraverso l’utilizzo dell’EEG è possibile osservare le onde cerebrali che vanno da onde a bassa frequenza le Delta ad onde ad alta frequenza le Gamma. Le onde Delta (< 4 Hz) caratterizzano il sonno profondo, …
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Per indurre la trance si possono utilizzare varie tecniche, ognuna delle quali determinerà reazioni molto diverse nei differenti pazienti. Ciò che il terapeuta dovrà fare all’inizio dell’induzione sarà suggerire al paziente di assumere una posizione comoda e possibilmente di chiudere gli occhi, questo può essere fatto tramite suggestione diretta – “chiudi gli occhi” (Yapko, 2011, …
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Un individuo può essere ipnotizzato in qualsiasi luogo, ma le variabili ambientali dello studio del terapeuta possono facilitare o meno l’ipnosi. Lo studio del terapeuta dovrebbe essere il più tranquillo possibile, privo di rumori molesti che possano distrarre il paziente e impedirgli di focalizzarsi sulle sue esperienze interiori (Yapko, 2003). Può succedere, che mentre il …
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La trance come stato naturale: aumentare il benessere e promuovere la resilienza. A chiunque guidi l’automobile è, a volte, successo di arrivare a destinazione non ricordandosi il viaggio intrapreso. Pur rispettando gli stop e i segnali stradali, parte dell’attenzione di un soggetto al volante spesso è rivolta altrove. Questo accade perché più volte nel corso …
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Negli stessi anni in cui Erickson operava, la Scuola di Palo Alto stava sviluppando concezioni teoriche molto vicine alle sue (Watzlawick, Beavin, & Jackson, 1967). L’approccio terapeutico ericksoniano presentava punti d’intersezione con l’approccio sistemico strategico che si stava delineando nella Scuola e a cui lo stesso Erickson diede un notevole contributo. Il termine “strategico” si …
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L’ipnosi ericksoniana si proponeva soprattutto come un “modello di manovre relazionali”, dunque non esaltava aspetti formali e procedurali, quanto quelli umani (Mosconi, 2004). Le manovre erano secondarie rispetto al rapporto che il terapeuta sapeva stabilire, poiché l’elemento effettivamente terapeutico era la relazione. L’approccio ericksoniano non favoriva la dipendenza del paziente ma, bensì, la sua autonomia, …
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Uno dei primi concetti ericksoniani ripreso dai neo-ericksoniani è stato quello di profondità della trance. Tradizionalmente, prima di Erickson, l’intensità dell’esperienza ipnotica era considerata direttamente proporzionale al distacco dalla realtà, poiché si presupponeva che quanto più la persona alterasse il suo stato di coscienza, tanto più avrebbe risposto alle sollecitazioni dell’ipnotista, ottenendo risultati terapeutici più …
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Da Erickson ai neo-ericksoniani Milton Erickson trasformò l’ipnosi in una vera e propria psicoterapia ma non fondò mai una sua scuola (Mosconi, 2008). Egli elaborò un vastissimo numero di tecniche suggestive, ma si  manifestò sempre preoccupato riguardo al fatto che si costringesse la sua pratica terapeutica all’interno di formulari procedurali. Erickson riteneva, infatti, che non …
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Le suggestioni indirette ericksoniane possono assumere diverse forme e trovarsi accostate, l’una all’altra, nelle stesse proposizioni. Sono già state esposte alcune tecniche di suggestione indiretta nel paragrafo precedente: cancellazione, deformazione, generalizzazione (Bandler & Grinder, 1975). Molto affine alla cancellazione, che prevede di rivolgersi al paziente con frasi ambigue che gli permettano di colmare i vuoti …
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Erickson predilige la suggestione indiretta a quella diretta perché facilita le naturali tendenze di risposta inconscia del paziente, invece d’imporre il proprio controllo facendo appello alla mente conscia come fa la suggestione diretta. Aiutare il paziente a tracciare il proprio sentiero, senza obbligarlo in nessuna direzione è, infatti, il compito dell’ipnotista (Mammini & Balugani, 2014). …
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