Il disturbo di apprendimento legato a difficoltà visuo-spaziale e coordinazione motoria

giugno 8th, 2014 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

disturbo bambinoPur in assenza di ritardo mentale e di deficit fisici, alcuni bambini (ma anche adulti) manifestano una marcata insufficienza a livello di coordinazione motoria.

Se vengono escluse anche altre cause, ad esempio a livello di sviluppo della personalità o di carenze esperienziali, si è di fronte ad un disturbo specifico (a cui ci si riferisce con le espressioni “disprassie” o “disturbo di sviluppo della coordinazione” o “disturbo evolutivo specifico della funzione motoria“), che fa sospettare una qualche disfunzione a livello neurologico. Situazioni tipiche in cui ciò emerge sono: abbottonarsi i vestiti, allacciarsi le scarpe, fare giochi che richiedono destrezza motoria, scrivere. Non raramente tale disturbo è associato con qualche disturbo del linguaggio e con altri tipi di difficoltà.

Vi sono bambini (e ragazzi e adulti) che forniscono prestazioni discordanti, in negativo, con l’insieme delle proprie capacità cognitive in una o più delle seguenti aree:

 disegno libero;

 copia di disegni geometrici (avendo l’originale sotto gli occhi o servendosi della memoria);

 confusione fra destra e sinistra in varie situazioni;

 difficoltà in matematica quando è cruciale l’aspetto spaziale (come quando si fanno le addizioni “in colonna”);

 coordinazione motoria (considerata sopra).

Molti sono gli studiosi che ritengono che tali difficoltà possano in alcuni casi avere alla base dei disturbi veri e propri, anche se essi non sono stati presi in considerazione dai manuali diagnostici DSM-IV-TR e ICD-10. Secondo alcuni cruciale è il fatto che vi siano carenze a livello di memoria di lavoro visuo-spaziale. In altre parole questi soggetti si troverebbero in difficoltà quando a livello di memoria di lavoro devono lavorare con delle immagini (effettuando una traslazione o una rotazione, costruendo collegamenti fra figure diverse ecc.). Altri, senza contrapporsi alla spiegazione precedente, preferiscono parlare di una sindrome non-verbale, evidenziando che possono essere associate alle manifestazioni di cui sopra anche difficoltà a livello emotivo e sociale. Altri ancora, forse generalizzando eccessivamente, ipotizzano che alla base di tali disturbi vi sia un inadeguato funzionamento dell’emisfero destro. Secondo Mammarella, Pazzaglia e Cornoldi (2007) una diagnosi di disturbo visuo-spaziale dell’apprendimento deve soddisfare almeno i tre criteri che seguono:

 difficoltà cognitive specifiche di natura visuo-spaziale che si manifestano con almeno 15 punti di discrepanza nel QI fra intelligenza verbale e intelligenza spaziale, carenze in prove neuropsicologiche di tipo spaziale e in particolare in compiti di memoria di lavoro visuo-spaziale;

 prestazioni non adeguate al livello intellettivo in discipline scolastiche che coinvolgono le competenze visuo-spaziali (geometria, lettura di tabelle ecc.);

 assenza di possibili altre cause, come disabilità intellettive, disabilità sensoriali, carenze didattiche, carenze ambientali ecc.

di Fortuna Esposito

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