Le fasi della perdita di un genitore: lutto e psicologia

maggio 23rd, 2017 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

La morte del genitore amato rappresenta un’assenza definitiva, e non più una temporanea separazione. Secondo Bowlby, i legami d’attaccamento tendono a persistere anche oltre la morte ed è sano che non avvenga mai un completo distacco: l’attaccamento per le persone tramuta in una forma diversa di legame, sorretto dal ricordo. Bowlby ritrova nel lutto una serie di fasi, quali:

  1. lo stordimento: le persone non riescono ancora a realizzare quanto è successo, soprattutto se si tratta di un lutto improvviso. È una reazione che consente alla persona di fare i conti con il dolore gradualmente, abituandosi ad esso a poco a poco;
  1. la ricerca e lo struggimento: le persone cominciano a considerare, anche se in modo conflittuale, la realtà della perdita. Ciò avviene attraverso l’alternarsi di due stati d’animo contraddittori: l’impossibilità di credere che la morte sia avvenuta e il tentativo di realizzare la realtà della perdita. Quando le persone cominciano a diventare consapevoli della perdita sperimentano stati d’animo quali il dolore, l’irrequietezza e il pianto;
  1. la disorganizzazione: la realtà della perdita è inevitabile. Si verifica il crollo di tutte le abitudini, i sentimenti e i progetti che riguardavano il defunto. Si presenta uno stato di sofferenza acuta, rispetto al quale i problemi e gli aspetti della quotidianità passano in secondo piano;
  1. la riorganizzazione: vi è una nuova definizione di se stessi e della situazione. Si rinuncia alla speranza illogica di potersi ricongiungere al defunto e diviene possibile riformulare piani per il futuro.

 

Realizzare che una persona è deceduta comporta l’affrontare il dolore della perdita.

Un decorso patologico nell’elaborazione del lutto può essere caratterizzato dall’assenza della percezione di dolore o dal permanere cronico di rabbia.

Un’altra condizione psicologica di non elaborazione del lutto è realizzare la realtà di quanto accaduto, non riuscendo però ad accettare l’evento. In tal caso la persona continua a muovere accuse dolorose a se stessa e/o agli altri rimanendo in uno stato di dolore cronico.

Nel caso specifico del lutto nei bambini, la condizione essenziale che può evitare il vissuto traumatico dell’evento luttuoso è che il bambino non sia lasciato solo ad affrontarlo.

Importante è il ruolo giocato dal genitore superstite, il quale deve offrire al bambino presenza, attenzione e consolazione. Inoltre, il bambino deve essere reso partecipe di quanto è successo, spiegando per esempio il decorso della malattia e le ragioni per cui la morte era inevitabile, facendo in modo che il bambino non si dia minimamente delle responsabilità per l’accaduto.

In generale, l’atteggiamento fondamentale è quello di aiutare i propri bambini a fare i conti con l’idea della morte come parte della vita.

Articolo di Sharon Invigorito

Corsi Gratis di Psicologia

 

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 Responses are currently closed, but you can trackback.