Che cos’è un’emozione?

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Che cos’è un’emozione?

Prima di entrare nel campo della regolazione delle emozioni, è fondamentale capire cosa sia un’emozione. William James (1984) fu il primo che definì l’emozione in termini operativi come il sentire i cambiamenti neurovegetativi che hanno luogo a livello viscerale a seguito dello stimolo elicitante. Secondo l’autore, infatti, l’evento emotigeno determinerebbe una serie di reazioni viscerali e neurovegetative che sono avvertite dal soggetto; la percezione di queste modificazioni fisiologiche sarebbe alla base dell’esperienza emotiva (James, 1984). Riguardo a questa posizione teorica, sono state avanzate molte critiche, vista la scarsa presenza di dati empirici. In particolare, Cannon (1987) elaborò una teoria centrale delle emozioni, secondo la quale i centri di attivazione, di regolazione e di controllo dei processi emotivi non si trovano in sedi periferiche come i visceri, ma sono localizzati centralmente nella regione talamica (Cannon, 1987).

Da allora, molti studi sono stati condotti e la nostra conoscenza del processo emotivo è notevolmente cresciuta, ma fino ad oggi non disponiamo di un quadro teorico e concettuale unitario che renda conto di tutte le sfaccettature del fenomeno e inquadri in modo coerente i risultati di molti studi (Orsolini, 2011).

Comunque, la maggior parte dei ricercatori e dei teorici concorda sui seguenti punti (Ochsner & Gross, 2007).

  • Le emozioni sono processi caratterizzati da una valenza e innescati da specifici stimoli esterni o interni (trigger). Le emozioni sono soggettivamente percepite come positive o negative e possono essere differenziabili lungo una scala chiamata, appunto, valenza. Lo stimolo, cioè, non viene elaborato in modo neutro ma ad esso viene associata un’esperienza soggettiva caratterizzata da una valenza.
  • Le emozioni hanno una durata temporale limitata. Secondo Ekman (1992), innesco veloce, valutazione automatica, impossibilità di modificarne il decorso una volta innescate sono fra le principali caratteristiche distintive di un’emozione.
  • Le emozioni comportano il coinvolgimento di sistemi di risposta multipli (Orsolini, 2011): il sistema soggettivo-esperienziale, responsabile della percezione soggettiva della valenza, dell’intensità dell’esperienza emozionale, del significato che personalmente attribuiamo agli stimoli ecc.; il sistema fisiologico-somatico, che include cambiamenti su tutti i sistemi psicofisiologici regolati dal sistema nervoso centrale e periferico in associazione con la percezione dello stimolo emotigeno; il sistema comportamentale, che include risposte locomotorie (comportamento), espressive (come le espressioni facciali), sociali e relazionali.

Secondo Matarazzo e Zammuner (2015), le emozioni svolgono una funzione fondamentale per l’adattamento all’ambiente fisico e sociale in cui siamo immersi. Infatti esse costituiscono un sistema immediato di ricognizione della conformità o meno degli stati del mondo con i nostri scopi e il nostro benessere e, attraverso l’attivazione di risposte affettive, cognitive, fisiologiche e comportamentali, mobilitano l’organismo per far fronte in via prioritaria alla situazione emotigena (Matarazzo & Zammuner, 2015). Queste risposte possiedono una configurazione dinamica e, almeno entro certi limiti, variabile: ognuna delle componenti può essere soggetta a regolazione e, grazie alla possibilità di un feedback reciproco (Levenson, 1999), una modificazione in un punto del processo può influenzarne l’esito complessivo.

di Martina Micheli