Come affrontare il trauma della malattia

Articolo di Alessandra Serio

Nei pazienti oncologici non è raro riscontrare concomitanti disturbi psicopatologici; Tra i più frequenti si riscontrano: disturbi dell’adattamento, disturbi depressivi, disturbi della sessualità, disturbi psichiatrici su base organica e disturbi psicotici.
Il benessere psicologico invece è favorito da alcuni fattori quali: buon adattamento, locus of control interno, autoefficacia elevata e strategie di coping funzionali ed adattive.

Il cancro produce effetti sull’individuo che si riverberano anche su chi lo circonda; innanzitutto esso porta ad uno stato di confusione, paralisi e perdita del senso dell’identità, che getta l’individuo in una condizione di angoscia ed impotenza.
E’ necessario pertanto porre il focus sui correlati psicologici che la malattia comporta.
Il disagio psichico generato dalla patologia oncologica riguarda circa la metà dei pazienti ed un terzo dei familiari. Gli interventi psicologici, in tal senso, hanno l’obiettivo di diminuire i sentimenti di alienazione, isolamento, impotenza e trascuratezza.

Rispetto agli interventi individuali, ciò che appare più efficace sono i gruppi di tipo supportivo: questo intervento è basato sul significato delle relazioni interpersonali, che rappresentano al forza motrice del gruppo stesso, e contribuisce a contrastare e ridurre i sentimenti di impotenza ed inutilità mendiate l’auto reciproco tra i membri del gruppo. Il gruppo rappresenta lo spazio mentale e fisico di cui l’individuo necessita, per lasciar circolare non solo le tematiche dolorose connesse alla malattia, ma anche interrogativi importanti, sul perché, ad esempio, ci si trovi in quella determinata situazione; interrogativi che, al di fuori del gruppo, non troverebbero risposta, perché chi attraversa un’esperienza simile, in questo caso la malattia, elabora, con chi fa esperienza della stessa situazione, una sorta di linguaggio condiviso (Stopani, 2016).

La letteratura nell’ambito della psiconcologia (Scrignaro et al, 2009) pertanto ha messo in evidenza come la malattia oncologica costituisca un evento traumatico in grado di produrre conseguenze psicologiche negative, tra cui ansia e depressione, ma, si osserva inoltre, come in risposta ad alcuni eventi stressanti, tra cui il cancro, alcuni individui non solo mostrino un recupero naturale, ma possano mantenere un equilibrio funzionale e scoprire risorse inaspettate rimaste latenti fino a quel momento.
In casi simili, tale crescita post-traumatica, concetto che indica le trasformazioni positive sperimentate in seguito ad una situazione stressante, porta l’individuo ad una maggiore percezione della propria capacità di relazionarsi con li altri, una miglior consapevolezza delle proprie risorse ed un’aumentata capacità di apprezzare la vita.

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