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Come funziona la sindrome di Cushing: il ruolo del cortisolo e dello stress

Questo articolo di Giulia Fenili spiega i fattori fisiologici e psicologici della sindrome di Cushing

Il sistema endocrino nella sindrome di Cushing

Il sistema endocrino regola la funzione di cellule, tessuti e organi del corpo umano.

Del sistema endocrino fa parte l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, tra le cui funzioni c’è anche la secrezione del fattore di liberazione della corticotropina (CRH, un neuropeptide prodotto dall’ipotalamo), che risulta stimolata da numerosi fattori: stress, cibo, ritmi sonno/veglia, ansia, depressione. Il CRH entra nelle vene portali ipofisarie e stimola l’ipofisi anteriore a produrre l’ormone adrenocorticotropo (ACTH), che a sua volta stimola il surrene a produrre l’ormone cortisolo. L’azione del cortisolo sul nostro organismo è implicata in molte funzioni, e il suo equilibrio è fondamentale per mantenere uno stato di benessere. Quando il cortisolo viene prodotto in eccesso o in difetto, questo equilibrio si altera e l’organismo può risentirne.

Il ruolo del cortisolo nella sindrome

Il cortisolo in eccesso produce effetti non solo periferici ma anche centrali: il nostro cervello è ricco di recettori per il cortisolo, dunque l’aumento eccessivo conduce a modificazioni che riguardano anche la sfera comportamentale. Una delle patologie più comunemente associate all’aumento di questo ormone è la depressione maggiore, ma il cortisolo entra in gioco anche nelle condizioni di stress cronico, al punto da essere stato soprannominato “ormone dello stress”. Vi sono alcune patologie endocrine la cui causa risiede nell’eccessiva produzione di cortisolo: la sindrome di Cushing rappresenta un esempio clinico paradigmatico, dal momento che la sua sintomatologia suggerisce un complesso collegamento tra ormoni, stress ed emozioni.

Questa tesi approfondisce la componente psicologica della sindrome di Cushing, e in particolare i possibili rapporti di causa-effetto tra gli squilibri ormonali e le alterazioni sul piano emotivo.

In letteratura, l’azione del cortisolo su alcune regioni cerebrali viene associata a depressione, disfunzioni cognitive, disregolazione emotiva e sintomatologie psicopatologiche: nel presente lavoro di tesi viene dedicata particolare attenzione anche a un altro aspetto psicologico della sindrome di Cushing, cioè il suo ruolo nella percezione dell’immagine corporea. Questi pazienti subiscono infatti un cambiamento fisico importante, dal momento che la loro immagine corporea peggiora sensibilmente nel corso del tempo: le conseguenze di tali alterazioni fenotipiche rappresentano un utile modello clinico su cui approfondire il ruolo dell’ipercortisolismo nell’esperienza emotiva.

Perché gli psicologi possono aiutare le persone affette da Sindrome di Cushing

Dopo un’attenta revisione delle teorie sulle emozioni e un’analisi approfondita della letteratura concernente gli aspetti psicopatologici associabili alla sindrome di Cushing, questo lavoro di tesi si concentra sull’opportunità di affiancare un percorso psicologico alla terapia farmacologico-chirurgica già efficacemente applicata per risolvere i sintomi più prettamente medici del disturbo: alla luce del materiale esaminato, emerge la necessità di accompagnare il paziente in un iter terapeutico a lungo termine incentrato sul suo vissuto emotivo prima, durante e dopo il decorso della malattia.

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