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psicologia emozioni definizione

Cosa sono le emozioni secondo la psicologia (significato, definizione)

Emozioni definizione

La definizione del concetto di emozione è uno degli argomenti storicamente più dibattuti nella storia della Psicologia, perché implica una teoria che spieghi l’origine delle emozioni stesse: per fare questo è stato formulato un gran numero di teorie, di cui è utile fare un breve riepilogo.

“What is emotion?” è la domanda posta da William James, che viene ricordato per la sua “Teoria periferica dell’emozione”: l’emozione viene provocata dalle reazioni fisiologiche dei nostri organi interni. Secondo James (1884) ogni stato emotivo è caratterizzato da una specifica configurazione di attivazione del sistema nervoso autonomo: coerentemente, le emozioni fondamentali hanno espressioni somatiche diverse. Uno stimolo emotigeno viene percepito dagli organi di senso e suscita una reazione fisiologica: tali cambiamenti a livello periferico vengono successivamente interpretati dalla nostra mente per generare l’emozione correlata. In questa prospettiva, quindi, non tremiamo perché abbiamo paura, ma abbiamo paura perché tremiamo (James, 1884).

La teoria delle emozioni di Cannon

Questa teoria ha ricevuto notevoli critiche. Cannon si contrappose a James elaborando una “teoria centrale delle emozioni”: di fronte ad uno stimolo elicitante le informazioni arrivano dalla corteccia al talamo, dove ha inizio la risposta emotiva. Il talamo è in grado di attivare il sistema nervoso autonomo (SNA), che produce una risposta viscerale detta arousal simpatico (che include risposte come l’aumento del battito, la dilatazione delle pupille, la dilatazione dei bronchi). Contemporaneamente, il talamo manda segnali anche alla corteccia, permettendo l’esperienza consapevole dell’emozione.

L’attivazione fisiologica alla base di ogni emozione è indifferenziata: a uno stesso pattern di attivazione (per esempio, l’aumento del battito cardiaco) possono corrispondere più emozioni (paura, sorpresa, gioia e via dicendo).

Attualmente, la comunità scientifica ritiene tale modello superato, per esempio per quanto riguarda le strutture coinvolte nel processamento emotivo: laddove Cannon descriveva un ruolo centrale del talamo, oggi viene considerato responsabile delle emozioni un numero più ampio di strutture (per esempio, l’ipotalamo e il sistema limbico).

Teoria delle emozioni di Schachter e Singer

Un’altra teoria nota come “Teoria cognitivo-attivazionale”, elaborata da Schachter e Singer, sostiene che le emozioni sono determinate dall’attivazione fisiologica, dal riconoscimento di tale attivazione e dalla sua attribuzione causale (Schachter & Singer, 1962). Viene considerata

una teoria bifattoriale perché in questo caso le emozioni sono determinate da due diverse componenti:

  • l’attivazione fisiologica (arousal) aspecifica dell’organismo
  • un insieme di atti cognitivi: il riconoscimento di tale attivazione, la sua attribuzione causale e l’etichettamento

A determinare se lo stato di attivazione fisiologica del nostro organismo viene etichettato come felicità, rabbia, tristezza e via dicendo è quindi un insieme di atti cognitivi che insorgono parallelamente all’attivazione fisiologica: la relazione tra tale attivazione e la valutazione cognitiva è molto più complessa e integrata di come veniva ipotizzato nelle teorie precedenti. La reazione fisiologica non è né una causa né un effetto dell’esperienza emotiva, ma rappresenta un correlato parallelo che può essere tenuto più o meno in considerazione per l’esperienza finale dell’emozione, processo in cui l’ultima parola spetta comunque al fattore cognitivo. Per quanto i segnali provenienti dalla periferia possano suggerire la coloritura affettiva dello stimolo percepito, l’emozione provata varia a seconda dell’interpretazione cognitiva.

Le emozioni, definizione ed il concetto di appraisal

Coerentemente a quanto proposto in questa teoria, per spiegare l’origine delle emozioni è stato poi introdotto il concetto di appraisal, secondo cui le emozioni dipendono dal modo in cui ogni persona interpreta e valuta le situazioni.

La valutazione (appraisal) riveste un ruolo centrale, trattandosi di un atto immediato che ci permette di diventare consapevoli di ciò che abbiamo percepito. Secondo questo costrutto persone diverse possono mostrare emozioni diverse di fronte alla medesima situazione proprio perché ogni individuo la interpreta a modo suo. Un’emozione può essere più o meno intensa, positiva o negativa non per l’evento vero e proprio ma per il significato attribuito ad esso. L’emozione nasce quando l’individuo percepisce come importanti determinati stimoli: possiamo quindi vedere le emozioni come indicatori di interesse.

Articolo di Giulia Fenili.

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