Il modello “InGalera” nel carcere di Bollate e il futuro della riabilitazione carceraria in Europa – un articolo di Edoardo Giordano
Nel dibattito europeo sulla riforma penitenziaria, il passaggio da pene puramente punitive a percorsi di riabilitazione integrata rappresenta una sfida centrale. Tra gli esempi pratici di maggior successo degli ultimi anni, l’Italia offre un caso di studio innovativo: “InGalera”, il primo ristorante all’interno di un istituto penitenziario operativo, completamente aperto al pubblico.
Situato all’interno del carcere di Bollate a Milano, una struttura del nord Italia nota per la sua attenzione al reinserimento sociale, “InGalera” è ben lungi dall’essere una semplice attività ricreativa. Si tratta di un’impresa sociale strutturata che ridefinisce il rapporto tra istituti penitenziari e società civile, offrendo un modello pratico e scalabile per i sistemi carcerari europei.
1. Il concetto: rompere l’isolamento attraverso l’impresa sociale
Creato nel 2015 dalla Cooperativa Sociale ABC (un’organizzazione no-profit specializzata nell’inclusione sociale) in collaborazione con l’amministrazione penitenziaria e sostenitori privati, il progetto affronta direttamente uno dei maggiori problemi del sistema penitenziario: l’isolamento fisico e sociale.
I programmi di riabilitazione tradizionali spesso si concentrano sul reinserimento dei detenuti nella comunità esterna. “InGalera” ribalta questa prospettiva: porta il pubblico all’interno delle mura del carcere.
Ogni giorno, ospiti esterni prenotano un tavolo per pranzo o cena. Dopo aver superato i controlli di sicurezza standard, i clienti accedono a un ristorante moderno e di alta qualità. Qui vengono serviti da camerieri e personale di cucina interamente detenuti, che lavorano a fianco di chef e gestori di ristorante professionisti. Questa interazione quotidiana abbatte gli stereotipi, trasformando un istituto penitenziario chiuso in uno spazio condiviso di scambio sociale ed economico.
Il processo formativo: dalle competenze agli standard professionali
Per garantire successo e credibilità a lungo termine, “InGalera” opera come un’impresa commerciale competitiva piuttosto che come un’iniziativa benefica. Il suo programma formativo è rigoroso, strutturato e in linea con i reali standard del settore dell’ospitalità.
I partecipanti vengono selezionati in base alla motivazione, ai progressi personali e ai requisiti previsti dalla normativa italiana per i programmi di lavoro assistito per i detenuti. I candidati devono dimostrare una predisposizione emotiva e un forte impegno al cambiamento personale.
I detenuti seguono un percorso formativo strutturato, sia teorico che pratico, guidato da chef e gestori di ristoranti esperti:
Cucina e preparazione dei cibi: tecniche culinarie, pianificazione dei menu, conservazione degli alimenti e norme di sicurezza alimentare (incluse certificazioni igieniche internazionali come l’HACCP).
Sala da pranzo e servizio clienti: servizio al tavolo, gestione delle relazioni con gli ospiti, presentazione dei menu e abbinamento dei vini.
Inoltre, lavorare in un ambiente di ristorazione dinamico aiuta a ricostruire importanti qualità personali che la detenzione a lungo termine spesso indebolisce:
Puntualità e disciplina personale
Gestione dello stress durante le ore di punta
Lavoro di squadra e comunicazione professionale
Risoluzione dei conflitti e rispetto dei ruoli sul posto di lavoro
Tutor e psicologi professionisti supportano i lavoratori durante tutto il percorso, aiutandoli a integrarsi come professionisti qualificati.
3. Lavoro reale e impatto sociale
Un principio fondamentale del modello “InGalera” è l’occupazione equa. I detenuti non sono volontari o tirocinanti non retribuiti, ma sono ufficialmente assunti con contratti di lavoro nazionali standard e percepiscono salari in linea con gli standard del settore.
Guadagnare un vero stipendio offre vantaggi pratici e psicologici fondamentali:
Sostegno familiare: i detenuti possono inviare denaro a casa per sostenere le proprie famiglie, riducendo il peso finanziario derivante dalla detenzione.
Risarcimento e spese legali: i lavoratori possono pagare le spese processuali o i risarcimenti dovuti alle vittime.
Risparmio per il futuro: accumulare risparmi offre agli individui una rete di sicurezza finanziaria al momento del rilascio, riducendo drasticamente la povertà immediata che spesso porta a ricadere nel crimine.
Il progetto mostra una drastica riduzione della recidiva: i dati dimostrano chiaramente l’efficacia di questo approccio. In Italia, il tasso medio di recidiva per i detenuti rilasciati che non hanno partecipato a programmi di lavoro si aggira intorno al 65-70%. Per i detenuti che completano programmi di formazione professionale strutturati e retribuiti come “InGalera”, tale percentuale scende al di sotto del 10%.
4. Punti chiave per le politiche carcerarie europee
Per i responsabili politici, i ricercatori e le ONG che progettano modelli di riabilitazione in tutta Europa, “InGalera” offre tre lezioni essenziali:
Sostenibilità pubblico-privata: le imprese sociali all’interno delle carceri possono raggiungere la sostenibilità finanziaria combinando il sostegno pubblico, la gestione senza scopo di lucro e i ricavi commerciali.
Competenze richieste dal mercato anziché la manutenzione carceraria: invece di limitare il lavoro dei detenuti a mansioni di base (come pulizia o lavanderia), le carceri dovrebbero formare gli individui in settori in cui vi è carenza di manodopera.
Ripristino della dignità umana: aprire gli spazi carcerari alla comunità cambia la percezione pubblica, riduce lo stigma sociale e prepara gli individui a una vita rispettosa della legge dopo la scarcerazione.
Questo articolo è stato realizzato da Edoardo Giordano nel contesto del progetto Erasmus+ Perspektive – Entwicklung von Instrumenten zur Vorbereitung Inhaftierter auf die Wiedereingliederung. – Perspektiven schaffen. Motivation stärken. Zugänge erleichtern 2023-1-DE02-KA220-ADU-000154378
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