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La psicologia di mentire a se stessi

Mentire a se stessi può sembrare un paradosso. Eppure è davvero comune mentire a se stessi. Lo facciamo perché a volte viviamo condizioni troppo stressanti da accettare. In questo articolo vediamo la psicologia di mentire a se stessi.

Si tratta di un percorso articolato che può essere approfondito in corsi di formazione specialistici.

Mentire a se stessi: perchè lo facciamo

Aspetto particolare dell’inganno è il mentire a se stessi. È definito autoinganno, uno stato nel quale si determina una divergenza tra ciò che il soggetto che mente sa, sia pure a livello inconsapevole, e ciò che egli riconosce. Negare a se stessi l’evidenza, è alla base di ogni meccanismo di difesa e ha un ruolo importante nel mantenimento del benessere e della salute mentale dell’individuo.

È un’illusione positiva, importante per attivare i processi di adattamento ad eventi stressanti.

<<L’autoinganno consiste in un inganno dell’Io, operato dall’Io, a vantaggio dell’Io>>.

Secondo il modello strutturale di Freud, l’Io è una delle tre istanze dell’apparato psichico, è la sede della consapevolezza governata dal principio di realtà, è deputato a regolare i rapporti dell’individuo con l’ambiente esterno e utilizza, inconsciamente, l’angoscia come segnale di pericolo per mettere in atto i meccanismi di difesa necessari a fronteggiarla.

L’autoinganno: come funziona questo meccanismo di difesa

In particolare, nell’autoinganno viene attivata la razionalizzazione: questa crea la motivazione per i comportamenti che servono a proteggere l’individuo, nascondendo quello che il soggetto sa di non voler sapere, e dissimulando il bisogno che innesca il meccanismo stesso. Risultato dell’autoinganno è una consapevolezza distorta che crea un senso di sicurezza.

La condizione necessaria da cui dipende la razionalizzazione è la presenza simultanea di due convincimenti tra loro in contraddizione, di cui non si è consapevoli. Il meccanismo di difesa messo in atto permette di censurare intenzionalmente la credenza percepita come minacciosa, seppur sostenuta da elementi di prova, e portare nel campo della consapevolezza la credenza opposta, arricchita di giustificazione.

Il mentire a se stessi, dunque, consente di pensare e agire come se i problemi reali fossero sotto controllo.