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Le cause cognitive della dipendenza affettiva

Il modo di provare i sentimenti, le emozioni, la modalità di esprimerli , la forma particolare di essere, presentarsi, agire, i significati che siamo portati ad attribuire a noi stessi, alle persone e agli eventi, l’importanza che diamo alle situazioni e la modalità con cui le affrontiamo, sono tutte espressioni che ci caratterizzano, pattern sostanzialmente stabili di funzionamento, modi individuali di costruire la realtà che fanno parte della persona, modi di conoscere e di “essere-nel-mondo” che costituiscono il motivo conduttore del comportamento e delle interazioni sociali. Il modo con cui la persona interagisce e costruisce relazioni dipende non solo dalle situazioni in cui si viene a trovare , ma soprattutto dalle caratteristiche che lo orientano attivamente nella selezione delle informazioni e nell’attribuzione ad esse di significato. Si tratta di schemi cognitivi, unità organizzate di conoscenza che hanno un carattere soggettivo e peculiare per ogni individuo e che determinano quindi l’originalità ciascuno  nella costruzione della realtà e nell’attribuzione di significati, oltre che una possibilità di agire e percepire del tutto unica , così che le esperienze costruite mediante gli schemi cognitivi andranno a costituire il patrimonio specifico e originale della propria conoscenza. Ciò che può sembrare una scelta libera è in realtà una scelta elaborativa, basata e sostenuta da una struttura schematica anticipatoria. Gli schemi cognitivi sono strutturati gerarchicamente: ai livelli sovraordinati si trovano gli schemi relativi del sé, ai livelli sotto-ordinati gli schemi che regolano le relazioni con il mondo. I primi condizionano e limitano le funzioni degli schemi sotto-ordinati. Gli schemi relativi al sé sono schemi primari, che si formano durante le prime esperienze di vita e la fase di attaccamento; rivestono una notevole importanza riguardo la costruzione che l’individuo farà delle proprie esperienze. Sono le strutture che determinano le modalità di attribuzione di significato dell’individuo ad ogni sua interazione con il mondo esterno (Guerreschi, 2011). Partendo dagli studi di Bowlby, alcuni psicologi ipotizzano che la conoscenza si organizzi attraverso gli schemi cognitivi, a partire dalle esperienze  di attaccamento che influenzano la strutturazione delle modalità conoscitive nella prima infanzia. Ciascun individuo possiede un particolare stile di attaccamento che contraddistingue le sue interazioni affettive e che influenzerà le caratteristiche della futura organizzazione del suo sistema di conoscenza (Guerreschi, 2011).

Quando il bambino non ha la certezza che la sua figura di attaccamento sia disponibile a rispondere a tutte le sue richieste di aiuto, tenderà a fondare la sua identità solo in virtù delle risposte favorevoli disconoscendo gli altri aspetti di sé, con il conseguente formarsi di un sé non integrato e instabile , un sé dipendente.

Così l’esplorazione del mondo che lo circonda diventerà incerta , esitante, caratterizzata da ansia, forte senso di colpa, convinzione di non essere amati, incapacità di sopportare distacchi prolungati nel tempo, sfiducia nelle proprie risorse e capacità e fiducia in quelle altrui.

 di Silvia Diolaiuti

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