Teoria e Tecnica della Valutazione dello Stress in Azienda

valutazione-stressSul luogo di lavoro i diversi fattori di rischio possono essere presenti simultaneamente e rinforzarsi reciprocamente. Diversi modelli teorici cercano di spiegare come questi fattori agiscono.Modello dell’effetto vitamina dei fattori di rischio psicosociale e del benessere psicologico

Secondo Warr, il benessere psicologico è connotato da due dimensioni: la piacevolezza dell’esperienza emotiva (le emozioni esperite possono essere positive o negative) e il grado di arousal o attivazione delle emozioni (gli stati affettivi possono essere ad alta o a bassa attivazione).
Dalla combinazione di queste dimensioni si ottengono 4 tipi di stati affettivi:

  • Ansia: è uno stato spiacevole ad alta attivazione
  • Entusiasmo: è uno stato piacevole ad alta attivazione e costituisce il polo opposto della
    depressione
  • Depressione: è uno stato spiacevole a bassa attivazione
  • Comfort: è uno stato piacevole a bassa attivazione e costituisce il polo opposto dell’ansia

La piacevolezza e l’arousal sono dimensioni tra loro indipendenti, mentre i tre assi del benessere  (piacevolezza/spiacevolezza, comfort/ansia e entusiasmo/depressione) sono correlati sia tra loro che ad altre variabili organizzative. Ad es. quanto più è alto il livello gerarchico occupato all’interno dell’organizzazione tanto minore sarà la sensazione di ansia e depressione. Inoltre l’ansia si attiva quando ci si avvicina ad una situazione minacciosa e il confort quando ci si allontana dalla stessa, mentre la depressione viene esperita in assenza di una situazione ambientale desiderata e l’entusiasmo in presenza di tale situazione.

Warr associa i diversi stati affettivi a differenti aree della vita collocate su tre livelli che vanno dal meno al più specifico. Il primo livello riguarda il benessere indipendente dal contesto o context free. Il secondo livello riguarda le diverse aree della vita (salute, lavoro, famiglia, tempo libero), il grado di benessere sperimentato dalla stessa persona può, infatti, cambiare a seconda dell’ambito a cui ci si riferisce. Il terzo livello si riferisce ai diversi aspetti di una stessa area. Per quanto concerne il lavoro ad es. si può distinguere tra il benessere relativo al rapporto con i colleghi, con il superiore, con la retribuzione …

Warr ritiene che il benessere psicologico dipenda dalle caratteristiche dell’ambiente, ma anche da quelle della persona. Per quanto riguarda l’ambiente di lavoro, egli ha considerato diversi fattori:

  • Obiettivi specifici che l’organizzazione chiede alla persona di raggiungere.
  • Disponibilità di denaro
  • Sicurezza fisica: assenza di condizioni che mettono a rischio la salute.
  • Status sociale legato al proprio ruolo all’interno dell’organizzazione e nella società.
  • Varietà dell’attività lavorativa.
  • Opportunità di utilizzare le proprie competenze e di migliorarle.
  • Opportunità di sviluppo di carriera
  • Percezione di giustizia
  • Opportunità di interazione con gli altri sul luogo di lavoro
  • Supporto ricevuto dal dirigente
  • Chiarezza riguardo al proprio ruolo

Warr paragona questi fattori alle vitamine. Quando una vitamina è carente, la salute ne risente ma, quando viene raggiunta la concentrazione necessaria, l’aumento della dose non comporta un ulteriore miglioramento della salute (si raggiunge un plateau). Alcune vitamine, in dosi elevate hanno addirittura un effetto nocivo. Allo stesso modo ci sono fattori dell’ambiente di lavoro che raggiungono un effetto plateau (come la retribuzione) e fattori che producono un decremento addizionale (come l’eccesso di responsabilità).

Gli studi empirici volti a stabilire la validità del modello hanno sono pochi e hanno prodotto risultati contrastanti. Comunque questo modello ha il merito di concettualizzare in modo complesso il benessere psicologico e di prendere in considerazione molti fattori di rischio ambientali.

Se vuoi valutare lo stress in azienda, contatta uno psicologo del lavoro. Dr. Igor Vitale – igor@igorvitale.org – 329 599 75 85