Come capire le persone dai movimenti delle labbra

dicembre 9th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Linguaggio del Corpo

sorriso

Passiamo ora all’analisi della bocca ed in particolare delle labbra. È da quasi due secoli che psicologi, neurologi e antropologi discutono del sorriso dell’uomo. Si è sempre saputo che i sorrisi non sono tutti uguali: dall’analisi della mimica facciale è possibile individuarne oltre una cinquantina, ognuno con un aspetto e un messaggio particolare (Neuburger & Gulotta, 1996). Ci sono numerose emozioni segnalate dal sorriso, esse possono essere sia positive (sorriso autentico) che negative (sorriso di tristezza, sorriso di paura). Esiste inoltre la categoria dei sorrisi falsi usati per convincere il prossimo che si provano determinati sentimenti quando in realtà non è vero.

L’elemento comune a quasi tutta la famiglia dei sorrisi (Ekman ne ha individuati 18) è il cambiamento di aspetto prodotto dal muscolo zigomatico maggiore che contraendosi solleva gli angoli della bocca inclinandoli verso gli zigomi. Se l’azione è marcata tale muscolo stira le labbra (Action Unit 23) e solleva le guance (Action Unit 12) rigonfiando la pelle sotto gli occhi e producendo le cosiddette “zampe di gallina” agli angoli dell’occhio. L’

azione semplice dello zigomatico maggiore produce quello che viene definito “sorriso autentico” (Fig. 5c) che si manifesta in caso di reali e non controllate emozioni positive e che coinvolge, a differenza degli altri, oltre ai muscoli della bocca anche quegli degli occhi (Duchenne de Boulogne, 1862). Il sorriso genuino infatti è contraddistinto da una contrazione spontanea, detta “marcatore di Duchenne”, di un muscolo oculare noto come pars lateralis che provoca una contrazione dell’orbicolare dell’occhio (Action Unit 6) e un abbassamento delle sopracciglia.
Il sorriso falso (Fig. 5d), a differenza del sorriso autentico, non è accompagnato dall’azione dei muscoli intorno agli occhi. Il sorriso falso quindi copre solo le azioni che si svolgono nella parte inferiore del viso e della palpebra inferiore. Qualora si mettesse in mostra però un sorriso falso ampio, il muscolo zigomatico maggiore funzionerebbe allo stesso modo di come funziona col sorriso autentico, si solleverebbero quindi le guance, si raccoglierebbe la pelle sotto gli occhi e si formerebbero le zampe di gallina. Ciò che non sarebbe in grado di compiere in ogni caso colui che falsifica un sorriso è l’abbassamento delle sopracciglia. La mancata partecipazione delle sopracciglia è considerato un indizio sottile ma cruciale per distinguere le due tipologie di sorriso descritte (Ekman, Friesen, Hager, 1981). In aggiunta si può osservare che, mentre il sorriso autentico è un sorriso di lunga durata e ha un intensità che va gradualmente scemando, il tempo di stacco del sorriso falso può apparire sensibilmente inappropriato: può scomparire bruscamente oppure funzionare a scatti. contraddistinto da una contrazione spontanea, detta “marcatore di Duchenne”, di un muscolo oculare noto come pars lateralis che provoca una contrazione dell’orbicolare dell’occhio (Action Unit 6) e un abbassamento delle sopracciglia.
Il sorriso falso (Fig. 5d), a differenza del sorriso autentico, non è accompagnato dall’azione dei muscoli intorno agli occhi. Il sorriso falso quindi copre solo le azioni che si svolgono nella parte inferiore del viso e della palpebra inferiore. Qualora si mettesse in mostra però un sorriso falso ampio, il muscolo zigomatico maggiore funzionerebbe allo stesso modo di come funziona col sorriso autentico, si solleverebbero quindi le guance, si raccoglierebbe la pelle sotto gli occhi e si formerebbero le zampe di gallina. Ciò che non sarebbe in grado di compiere in ogni caso colui che falsifica un sorriso è l’abbassamento delle sopracciglia. La mancata partecipazione delle sopracciglia è considerato un indizio sottile ma cruciale per distinguere le due tipologie di sorriso descritte (Ekman, Friesen, Hager, 1981). In aggiunta si può osservare che, mentre il sorriso autentico è un sorriso di lunga durata e ha un intensità che va gradualmente scemando, il tempo di stacco del sorriso falso può apparire sensibilmente inappropriato: può scomparire bruscamente oppure funzionare a scatti.

di Denise Isabella

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