La tecnica FACS di Ekman nella depressione

marzo 11th, 2014 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

Come si usa il FACS di Ekman in caso di depressione

FACS e psicologia clinica – uso nel caso di depressione e suicidio

Lisa Rogai

 

suicidioFACS e suicidio: ci sono indizi espressivi caratteristici?
Sulla relazione che può esistere tra determinate espressioni facciali, o la loro frequenza, e l’ideazione suicidaria ci sono ancora pochi studi, ma vale comunque la pensa soffermaci sull’argomento, poiché il suicidio è uno dei principali motivi di morte per i pazienti con psicopatologia.

Già Ekman aveva provato a identificare delle espressioni e microespressioni in pazienti con ideazione suicidaria, con l’analisi del videotape di Mary, come sopra ho descritto. Una recente ricerca di Heller e Haynal ha cercato di descrivere le manifestazioni emotive tipiche di questi pazienti. I ricercatori hanno condotto due studi. Nel primo hanno preso come campione, soggetti con un tentato suicidio alle spalle (l’arco temporale era precisamente due settimane prima)e venivano videoregistrati durante un colloquio in cui le domande personali a loro rivolte vertevano sull’argomento del suicidio e sulle loro ideazioni.

Dopo un anno venivano nuovamente intervistati sull’argomento, dopo però esser stati suddivisi in due gruppi: il primo composto da soggetti che nell’arco di quell’anno avevano nuovamente tentato il suicidio, il secondo da soggetti che non ci avevano più riprovato. Il secondo studio condotto dagli autori prendeva in esame soggetti depressi ma senza precedente tentativo di suicidio. L’intervista alla quale i soggetti si sottoponevano riguardava le loro emozioni, anche riguardo al suicidio. I due studi vennero messi a confronto e ci furono rilevanti differenze. I soggetti con un tentato suicidio alle spalle avevano una più vasta gamma di espressioni facciali rispetto al gruppo dei soggetti depressi non suicidari. Inoltre si notarono 8 espressioni asimmetriche (più marcate nella parte destra o sinistra del volto) molto più frequenti nei soggetti del primo studio. La metà di queste espressioni erano caratteristiche del disprezzo. L’ultima, e la più rilevante, differenza era nell’attività facciale emotiva della parte superiore del volto. Nel primo studio osservarono che le sopracciglia si muovevano appena, in qualsiasi espressione facciale. Le sopracciglia con queste caratteristiche sono tipiche di chi vuol tenere costante l’attenzione su di sé e di chi, allo stesso tempo, non vuole comunicare. Questa caratteristica è stata trovata solo nel gruppo dei soggetti con tentato suicidio alle spalle. Ricerche successive hanno confermato questi dati, anche se ancora il fenomeno non è stato approfondito a sufficienza (Heller & Haynal, 2005). Se vuoi scoprire adesso come usare la tecnica FACS clicca qui

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