Le cause dell’aggressività nel Disturbo Borderline

novembre 21st, 2014 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

cervello-umanocomportamenti impulsivi aggressivi che includono l’aggressione fisica verso gli altri, l’auto mutilazione, i tentati suicidi, la violenza domestica, l’abuso di sostanze e la distruzione di proprietà sono associati di sovente al disturbo borderline di personalità.

Anche il DSM-4-TR individua tra i criteri diagnostici del disturbo Borderline di personalità l’impulsività, i ripetuti e tentati suicidi, i comportamenti auto mutilanti, i frequenti eccessi di ira.

Per comprendere le basi di questa peculiare impulsività dei pazienti Borderline occorre porsi in una visione dimensionale e trasversale, che possa affrontare il problema non solo fenomenologicamente, ma anche individuando le basi neurobiologiche e i correlati neurali che possano rendere conto di questi comportamenti disfunzionali.

Diverse sono le strutture nervose coinvolte nell’aggressività (Pallanti, Bruscoli, Quercioli, 2003):

– L’ipotalamo, centro della regolazione dell’omeostasi interna dell’organismo e del sistema neuroendocrino, è assieme all’ipofisi il più importante regolatore del sistema nervoso autonomo. Diversi studi su animali hanno evidenziato come diverse porzioni dell’ipotalamo siano associate con svariate risposte di tipo aggressivo (Wasman, 1962; Reeves, 1969; Eichelman, 1971).

Nell’uomo lesioni a livello ipotalamico sembrano essere associate a dei comportamenti aggressivi non finalizzati, generati soprattutto da un senso di malessere fisico (Killefer, 1970; Howgh, 1983; Ovsiew, 1993).

– L’amigdala, situata tra i lobi temporali, assieme ad altre strutture limbiche è responsabile di risposte comportamentali emotive sulla base di esperienze passate e in relazione ad eventi ambientali. Pertanto lesioni a livello dell’amigdala implicano una riduzione delle risposte emotive. Alcuni studi hanno dimostrato che un’aumentata stimolazione dei lobi temporali può
innalzare il livello di aggressività e di emotività (Serafetinides, 1965; Nachson, 1988).

– La Corteccia prefrontale, è associata maggiormente agli aspetti sociali e legali dell’aggressività. Diversi studi sperimentali condotti su animali e osservazioni di laboratorio sull’uomo indicano la corteccia prefrontale, soprattutto nella sua porzione orbitale, come il principale sito di regolazione dei circuiti neuronali responsabili della mediazione dell’aggressività e dell’impulsività.

In soggetti con lesioni in questa regione, si osservano attacchi di ira disinibita in risposta a provocazioni anche molto minime. Infatti le lesioni a livello frontale rendono nulla la capacità di modulazione, causando improvvise scariche
emotive che il soggetto non sarebbe altrimenti capace di modulare.

– I sistemi neurotrasmettitoriali, giocano un ruolo fondamentale sia in relazione all’ipotesi di una disregolazione serotoninergica nell’impulsività sia in relazione alla possibilità che la stessa impulsività sia influenzata da interconnessioni tra i sistemi serotoninergico, dopaminergico, noradrenergico, GABAergico oppiaceo.

L’importanza della dimensione dell’impulsività e dell’aggressività nel disturbo borderline è stata approfonditamente studiata da diversi Autori e solitamente i soggetti Borderline hanno riportato stati di una tensione avversiva interiore, che cercano di alleviare nella grande maggioranza dei casi attraverso il comportamento impulsivo autolesionista, inserito tra i criteri diagnostici del disturbo stesso.

“Sento che qualcosa sta succedendo dentro, ho la sensazione di esplodere, comincio a piangere, il pianto diventa urla, grida, non riesco a calmarmi, affondo le unghie nella mia pelle, non sento niente, è come se stessi guardando il film di qualcun altro, odio, disgusto, frustrazione, rabbia, poi all’improvviso il rasoio in mano, il sangue sgocciola giù e poi ancora e ancora, finché sono calma, soddisfatta. La maggior parte delle volte lo faccio per alleviare o proprio per sentire il dolore fisico, perché questo sostituisce il dolore mentale, l’angoscia, l’ansia che divengono troppo soprafacenti.” (Lindsay, 16 anni).

di Viviana Guarini

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