Le 6 Caratteristiche Psicologiche delle Persone di Successo

maggio 19th, 2019 | Posted by Igor Vitale in Benessere

Articolo di Irena Semi

La Psicologia Positiva è caratterizzata da alcuni temi centrali che verranno brevemente elencati.

  • Felicità deriva dal verbo feo: produco o fecondo . Ciò implica che la felicità non è soltanto il precipitato emozionale di quello che di bello e di piacevole accade, ma qualcosa di molto più grande: si tratta del risultato delle azioni migliori dell’individuo, quelle tramite le quali si genera, si produce, si crea e si sviluppa. La felicità è la massima espressione dell’“ambientarsi”. Essere felici è il sentimento appagante frutto delle azioni, ma anche e soprattutto il processo di costruzione della futura felicità.
  • Approccio dei punti di forza. Come scritto in precedenza, la Psicologia Positiva è basata sull’approccio strength-based, ovvero dei punti di forza.
  • Resilienza. Pur potendo avere diversi significati specifici in base all’ambito tecnico in cui viene utilizzata, tale parola è sempre collegata a una qualche capacità di un oggetto (o soggetto) di resistere a un evento traumatico senza danni o perdite o, equivalentemente, di saper sopperire a tale evento riformandosi o rigenerandosi. La psicologia ha fatto proprio questo
    sostantivo per indicare “l’abilità che hanno gli individui di fronteggiare con successo delle sostanziali avversità”.
  • Ottimismo. Con questo termine si è soliti indicare l’atteggiamento di chi considera soprattutto i lati positivi della realtà; si identifica un modo di pensare, di sentire e di vivere, caratterizzato dal prevalere della positività sulla negatività, dalla tendenza ad avere delle aspettative di speranza nei confronti del futuro; un atteggiamento generale che orienta le risorse
    psicologiche in senso positivo e costruttivo nei confronti dei compiti e delle difficoltà della vita. In generale, l’ottimismo è la tendenza a prevedere i migliori risultati possibili ottenibili dalle proprie azioni o le conseguenze più positive prodotte da eventi, sui quali non si è in grado di esercitare nessuna influenza . È la capacità di guardare alle nuove opportunità come possibili e 5 attuabili.
  • Gratitudine. Dal latino gratia, che significa grazia ricevuta; indica  consapevolezza personale per gli avvenimenti positivi capitati, senza darli per scontati ed esprimendo meraviglia e riconoscenza. Può essere indirizzata verso fonti umane, o fonti impersonali e non umane: Dio, la natura, gli animali. Si sperimenta gratitudine quando si riceve qualcosa di positivo o un gesto gentile. Emmons definisce la gratitudine come «una sensazione di 6 ringraziamento e di gioia in risposta all’aver ricevuto un dono, sia che il dono sia un beneficio tangibile, sia che si tratti di un momento di calma e beatitudine suscitato dalle bellezze naturali». Wood, Froh e Geraghty 7 ampliano la definizione di gratitudine rispetto alla letteratura precedente, che la considerava come uno stato d’animo positivo che si sperimentava dopo essere stati aiutati in maniera altruistica, e si focalizzano sulla valorizzazione di tutto ciò che di positivo è presente nell’esistenza.
  • Perdono. Worthington, insieme a Ripley, definisce il perdono come «una sostituzione emozionale in cui emozioni spietate (come il rancore, l’astio, l’odio, la rabbia e l’ostilità) sono sostituite con affetti positivi orientati all’altro (empatia, compassione, amore, solidarietà)» . Secondo Worthington 8 (2003) perdonare implica la «sostituzione emotiva di emozioni calde come 9 la rabbia e la paura derivanti dalla percezione di un torto o del rancore conseguente a una lunga riflessione riguardo a un torto subito, con emozioni positive, come l’amore disinteressato, l’empatia, la compassione».
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