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Le Cause dell’Alcolismo e gli effetti disastrosi sul cervello

alcolismo
L’alcol è una sostanza tossica
, potenzialmente cancerogena e con una capacità di indurre dipendenza superiore alle sostanze o droghe illegali più conosciute.

Il fenomeno più preoccupante è il consumo sempre maggiore dei giovani: l’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato in passato e maggiormente oggi che solo una piccolissima minoranza di ragazzi non ha mai assunto alcol prima dei 15 anni. Le bevande maggiormente consumate sono la birra e i superalcolici, di solito tale consumo è rapportato  esclusivamente ai weekend, quindi occasionale, ma in quantità molto elevate ed è associato ai momenti sociali, in compagnia di amici e in discoteca, si associa quindi a situazioni di svago, di divertimento e di aggregazione, fino ad essere considerato componente fondamentale.

Non esiste una o la causa alla base del consumo di alcol dei giovani, ma possiamo parlare di cause o facilitatori: il comportamento dei coetanei, la disponibilità di bevande alcoliche, l’influenza di stili e comportamenti provenienti dal sistema familiare.

Le cause dell’alcolismo

Con l’incremento della tecnologia e delle telecomunicazioni, il commercio alcolico ha avuto senza dubbio un importante slancio, basti pensare a quanti spot pubblicitari transitano in TV: la pubblicità ha molto spesso un impatto immediato sulla popolazione, con messaggi non sempre diretti e seducenti, la pubblicità aumenta così il desiderio sociale, incidendo così sulla salute individuale e pubblica.

Le preoccupazioni maggiori sono rivolte al consumo di alcol dei minorenni, l’organismo umano prima dei 20 anni non è in grado di smaltire alcol in maniera completa, inoltre esso non è nutriente e il suo consumo non è utile all’organismo e alle sue funzioni, sfatando così molte credenze popolari (l’alcol protegge dal freddo, l’alcol fa buon sangue, l’alcol protegge dal cancro).

Non esiste una quantità di alcol sicura ed ogni conseguenza comportamentale del soggetto in stato di ebrezza nei confronti della società può essere punita dalla legge.

Si pensi in effetti ai rapporti intensi e preoccupanti che interessano alcol e guida: gli effetti dell’alcol sono paragonabili ad un anestetico generale, causa infatti una lenta e meno efficace elaborazione delle informazioni esterne da parte del guidatore, la visibilità è notevolmente ridotta fino ad arrivare alla cosiddetta “visione a tunnel”, quindi mancanza di ricezione dei segnali da destra e sinistra. L’aumento degli incidenti stradali collegati all’ abuso di alcol ha comportato ad un’azione maggiormente drastica riguardo le norme penali associate, come un livello basso che permette di mettersi alla guida o anche il divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni.

Inoltre spesso esiste una mancanza di informazione generale per la salute e spesso i comportamenti sono guidati, come già detto, da credenze popolari, spesso non confermate dalla scienza. Molti individui, giovani soprattutto, non sanno che bere in associazione con farmaci (psicofarmaci in particolare, ma anche farmaci comuni come antidolorifici o anticoncezionali) è estremamente pericoloso, oppure  non sanno che l’alcol può incrementare comportamenti violenti con conseguenti aggressioni fisiche.

L’alcol fa parte della nostra quotidianità, ovunque e per qualsiasi occasione è disponibile con conseguenze acute e croniche, è una sostanza paragonabile ad una medaglia: se da una parte è fonte si svago e di abbassamento delle inibizioni, contemporaneamente dall’altra veicola conseguenze negative.

Dopo questa breve riflessione globale sul tema alcol, è importante anche descrivere gli effetti e i problemi correlati al bere.

Prima di tutto è opportuno descrivere cosa accade a livello organico, quali organi l’alcol raggiunge e come viene smaltito dal  nostro organismo.

L’alcol viene ingerito arrivando così direttamente allo stomaco fino all’intestino, per passare poi direttamente nel sangue, inoltre è più rapido a stomaco vuoto o in associazione con bibite gassate. Essendo l’alcol solubile sia nell’acqua che nei grassi, si diffonde in tutto l’organismo facilmente e i primi organi a risentirne l’effetto sono il fegato, il cuore e il cervello. La sua eliminazione avviene principalmente attraverso il fegato, ma anche attraverso polmoni e fegato, sudore, bile e saliva[1].

L’effetto che l’alcol ha su un organismo ha un valore strettamente soggettivo, dipende ovvero dalla capacità di tolleranza: per esempio le donne hanno una tolleranza più bassa rispetto agli uomini oppure alcuni soggetti presentano immediata reazione in quanto ipersensibili alla sostanza.

L’effetto maggiormente riconosciuto dalla società è quello della cosiddetta “sbornia”, esperienza comune a molte persone, dettata da un intossicazione acuta da alcol. Questa, come già detto, dipende dal grado di tolleranza di ogni individuo e peggiora se l’assunzione è accompagnata da farmaci o altre sostanze psicoattive. Si possono riscontrare tre fasi di questo stato: la prima è eccitatoria, caratterizzata da disinibizione, allegria, espansività, riduzione delle capacità cognitive; la seconda fase è immediatamente successiva e descrive uno stato di incoordinazione motoria accompagnata a tremori e incoerenza, a livello cognitivo è possibile osservare stati di torpore e confusione, vertigini e vomito; infine l’ultima, la fase finale, è caratterizzata da un vero e proprio stato confusionario che può essere seguito da uno stato profondo di sonno con respiro rallentato, in casi estremi si può osservare un vero collasso respiratorio[2]. Questa reazione acuta non si arresta con il sonno, ma porta a conseguenze “del giorno dopo”, i cosiddetti “postumi della sbornia”, assolutamente ragionevoli in quanto dettati dalla carenza o mancanza di alcol nell’organismo  dopo una grossa bevuta: “hangover”, termine tecnico anglosassone utilizzato appunto per definire quel particolare malessere post eccesso alcolico o di stupefacenti[3]. Questo fenomeno spiega il fatto che nonostante una buona dormita, gli effetti dell’alcol sono ancora presenti, in quanto il principio attivo ancora scorre nel sangue.  

[1] E.Sorini, I.Ronchi, (a cura di),  Alcol 100domande 100risposte, Centro Studi e Documentazione sui Problemi Alcol correlati-APCAT, Litografia Tecnolito, Trento, 2001.

[2] Ibidem

[3] Ibidem

di Eleonora Caponetti

Psicologia e alcolismo

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