ansia anticipatoria

Come eliminare l’ansia anticipatoria: cause, rimedi, cura

Ansia anticipatoria: che cos’è

L’ansia anticipatoria è uno stato ansiogeno derivante dall’interno e dall’autosuggestione per un futuro contatto o evento (spesso tale sentimento è errato). In questo caso, l’ansia ha una funzione anticipatoria di prevenzione, ma se attivata per troppo tempo ha degli effetti controproducenti, come la stanchezza. Tale tipo di ansia è molto comune prima operazioni chirurgiche, nei parenti di vittime o dispersi di qualche evento e nelle squadre di soccorso.

L’ansia anticipatoria non è una “vera” crisi psicologica, ma più un turbamento. Influisce indirettamente sulla salute dell’operatore peggiorando la prestazione e sciupando le energie che invece servirebbero per l’intervento. Inoltre, potremmo ulteriormente definirla come un fattore di rischio psicologico che può portare a crisi psicologiche ed a vere e proprie patologie anche fisiologiche se cronicizzato.

 

Come identificare l’ansia anticipatoria

Il primo indicatore per la valutazione dell’ansia anticipatoria è l’avere una motivazione per essere preoccupati. Potremmo distinguere [1] tra ansia esistenziale e ansia da prestazione.

  •  Aspetti fisiologici. Una marcata tensione muscolare, crampi, tremore, vomito, brividi, sudore, malessere, aumento del battito e delle pulsazioni cardiache, respiro pesante, stanchezza muscolare, improvvisa incontinenza urinaria, bocca con labbra secche, sete e  iperattività cerebrale.
  • Aspetti psicologici: l’ansia anticipatoria spesso è inconsapevole, e comporta uno stato di controllo maniacale dell’ambiente. Ad esempio, gli operatori effettuano continui controlli dell’attrezzatura. L’ansiogeno appare molto pensieroso, spesso pensa o immagina più volte l’evento futuro basandosi sugli eventi negativi passati.
  • Aspetti comportamentali. Insonnia, ipervigilanza. Il livello dell’ansia sale con il tempo e in molti casi sfocia nell’inattività ossia nel rifiuto di intraprendere l’azione temuta. Se l’azione viene intrapresa è presente una marcata componente di pensieri disturbanti: paura, apprensione, turbamento, distrazioni, difficoltà ad impegnarsi,  comportamenti poco collaborativi fino all’opposizione.

 

Cosa non fare durante la crisi d’ansia

L’ansia anticipatoria ha uno scopo preparatorio e potenziante nel breve periodo ma altamente problematico nel lungo periodo e impedisce sia lo sfogo sia il recupero delle energie. Come se fosse una situazione di stallo e lunga attesa. Inoltre fa leva su processi biologici e immaginativi futuri, in coerenza con i tratti di personalità: pessimismo, rappresentazioni mentali negative, esperienze negative  pregresse, racconti dei colleghi, rappresentazioni sociali come i film.

Tutte le azioni non sono imponenti e manifeste, a differenza delle altre crisi. Poiché i processi vengono mantenuti per molto più tempo, addirittura giorni, gli stati ansiosi si amplificano fino a sfociare in una vera e propria crisi.

L’azione consiste nel non aumentare l’ansia, con sentimenti o azioni forti tramite la visione di elementi “ansiogeni” come cadaveri, sangue siringhe, odori, urla, racconti macabri. Si può cercare di ridurla (vedi paragrafo successivo) e agire su fattori come, protezione, soddisfacimento dei bisogni primari, valutazione di ambienti o situazioni stressanti. Non fare leva su sentimenti di vergogna, non obbligare il soggetto, non offendere, non sfidare, non fare uso di alcol  o sostanze psicoattive. Uno dei fattori che aumentano l’ansia dell’operatore è isolamento, l’incertezza e l’essere osservato e valutato dagli astanti.

Se una persona si rifiuta di agire a causa dell’ansia, l’obbligarla fisicamente o farle notare la sua inadempienza, metterle fretta le provoca maggiore ansia e quindi maggiore resistenza, e paura. La tecnica indicata in questo caso è, se possibile, farla riposare o sostituirla per 3-5 minuti o affiancarla o farle svolgere compiti non cruciali.

 

Cosa fare per ridurre l’ansia

 

L’intento dell’operatore è di normalizzare e diminuire lo stato ansioso anche nei colleghi, nelle vittime e nei famigliari attraverso una serie di procedure.

  • Utilizzo di procedure e protocolli, con la funzione psicologica di occupare la mente tramite una visione concentrica. Ad esempio imparare movimenti (nodi), procedure, trasformandoli in comportamenti abitudinari, accessibili e intuitivi. Aumentano la sicurezza psicologica nei propri confronti e nella squadra diminuisce l’incertezza si stabilizza il pensiero positivo e la “cittadinanza organizzativa” e permette di agire con strategie di gruppo oltre a una azione formativa.
  • Le azioni rassicuratorie come l’affrancamento e l’incoraggiamento, abbassano la tensione normalizzando tali situazioni. Dire per esempio “è normale che urli così durante un parto”, “dopo un po’ non ci fai più caso”, “sono cose che possono turbare ma è la normalità”, “io la prima volta ho vomitato”, “tutti si impressionano le prime volte”.
  • Aumentare l’autovalutazione: agevolando i meccanismi di feedback tra gli individui (ad esempio, facendo notare “sento che hai il respiro grosso”, “vedo che sei sudato” vedo che deglutisci molto”) e di auto valutazione tramite domande (“come stai?”, “cosa ti senti?”, “ se senti qualcosa che non va, vieni a riferirmelo”). In alcuni casi, tra colleghi far notare un sintomo d’ansia anticipatoria può avere un effetto positivo e di conseguenza oppositorio (incentivando un’autoregolazione). Tale azione non è opportuna se si tratta di una relazione non paritaria  come medico-paziente, in cui il soggetto deve essere al contrario rassicurato. In questi casi dare indicazioni precise e sottolineare le certezze aiuta a ridurre l’ansia. Incentivare la manifestazione di dubbi in forma privata con domande, esempi e rispondendo a questi. Se il soggetto presenta una componente fantasiosa e poco concreta bisogna indicargli di trascrivere delle domande ben precise, usare esempi concreti; tali azioni riportano il paziente su tematiche concrete. Il rimandare tali domande non inibisce l’ansia.

Tecniche per ridurre l’ansia

  • Le azioni propedeutiche graduali sono molto efficaci ma occorre “un contatto graduale”. Paradossalmente, il contatto diretto spesso dissipa l’ansia anticipatoria. Come nel contatto programmato e assistito, questo contatto è mirato a desensibilizzare il soggetto. Ad esempio, è utile mostrare di familiarizzare con attrezzi operatori (ben diversi da quelli che si andranno ad usare).Una delle tecniche più comuni per superare l’ansia anticipatoria è l’umorismo che permette lo scarico della tensione e la ridefinizione della rappresentazione mentale. L’ironia rende più accessibili i concetti considerati tabù o dolorosi, oltre ad unire la coesione del gruppo ed amplificare l’empatia. Tale tecnica non è attuabile in ogni circostanza.
  • Usare azioni distrattorie: come ad esempio, far riavvolgere la corbella metrica, ascoltare musica, intraprendere tecniche di rilassamento e di respirazione. Consiglio di non abusare delle tecniche distrattorie, perché lasciano il soggetto in uno stato di ipervigilanza che rende inefficace un uso successivo.

[1] la definizione di ansia esistenziale e ansia da prestazione è tratta dal libro cultura organizzativa di Schein