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Come fare la diagnosi di stress

La diagnosi del livello di stress cronico a cui è soggetto un individuo non è semplice, né univoca, data la genericità del fenomeno e la soggettività nel reagire ai diversi fattori di stress ci spiega Greta Manoni, autrice di questo articolo.

Ogni persona è diversa nel modo in cui reagisce allo stress

Come osservato da Mason (1971), la reazione di adattamento dell’individuo all’ambiente viene innescata da una reazione emozionale che è in grado di determinare le diverse risposte fisiologiche allo stesso stimolo.

L’uomo infatti non subisce passivamente uno stimolo esterno, bensì attraverso una valutazione cognitiva gli attribuisce un significato; ne derivano pertanto risposte fisiologiche differenziate per ogni individuo, in risposta all’esposizione allo stesso stressor (Lazarus, 1993; Fredrickson e Joiner, 2002). Nel contesto della risposta fight-or-flight, inoltre, si usa proattivamente la regolazione emotiva per evitare minacce di stress o per controllare il livello di eccitazione emotiva.

Durante la reazione, l’intensità dell’emozione che è indotta dallo stimolo determinerà quindi anche la natura e l’intensità della risposta comportamentale.

Come si misura lo stress, anche per capire se i livelli sono patologici

Il metodo più classico per misurare il livello di stress, di impianto prettamente psicologico, si basa sulla compilazione di questionari che indagano o la presenza nella vita del paziente (nel presente o nel passato prossimo) di fattori di stress, oppure il manifestarsi di sintomi legati allo stress o alla depressione (problemi del sonno, attacchi di panico, etc..).

Risulta chiaro come la soggettività nel reagire ai fattori di stress, o nella stessa valutazione dei sintomi, risulti il principale problema di questa metodologia, comunque attualmente ampiamente adottata.

I metodi per la diagnosi di stress

Nel tentativo di rendere la valutazione il più oggettiva possibile, negli ultimi decenni si è passati a studiare le alterazioni fisiologiche dello stress, che principalmente dipendono da un’iperattivazione simpatica e un’inibizione del compartimento parasimpatico, principalmente riguardanti gli effettori cardiaci.

I parametri fisiologici dello stress importanti per una diagnosi

La misura dell’attività del sistema nervoso può essere effettuata direttamente tramite microneurografia, una tecnica complessa e delicata che registra il livello di attività di un nervo periferico tramite microelettrodi; questa tecnica non è tuttavia adatta per essere applicata su vasta scala. Dato che il sistema simpatico viene attivato tramite la secrezione di noradrenalina, si può misurare il flusso/livello di questo neurotrasmettitore tramite analisi del sangue.

Alternativamente, si può misurare il livello di ACTH e cortisolo rilasciato in caso di stress in sangue, urine o nella saliva. Un metodo completamente diverso si basa invece sullo studio dell’attività cardiaca e pressoria nel soggetto, dato che la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa dipendono essenzialmente dalla bilancia dell’attività simpato-vagale. Monitorando il soggetto attraverso l’elettrocardiogramma e un holter pressorio in un ambiente accuratamente preparato per risultare privo di alcuno stimolo (pareti bianche, aria e temperatura ambiente adeguate, silenzio) si può, con relativa accuratezza, misurare lo stato vegetativo del paziente stesso.

Riferisciti sempre ad un medico e/o a uno psicologo per la diagnosi corretta dello stress.

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