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Corteccia orbitofrontale ed emozioni: a cosa serve

La corteccia orbitofrontale si può dividere in due parti: parte laterale o granulare e parte mediale o agranulare.

La prima parte risulta connessa con il nucleo basale dell’amigdala, le aree sensoriali motorie e con il cingolo posteriore: è una corteccia più moderna che entra in gioco quando si integrano i compiti di natura cognitiva con quelli di natura emotiva, ed entra in gioco anche nei processi di decision making.

La seconda parte, più antica rispetto alla prima, è connessa con la componente ventrolaterale e ventrobasale dell’amigdala, con l’ippocampo e con il cingolo anteriore: il suo ruolo emerge quando l’individuo deve dare una valenza emotiva ad un determinato stimolo.

Nel Settembre del 1848, l’operaio statunitense Phineas Gage si trovava sul luogo di lavoro quando un’asta di metallo entrò dal suo zigomo sinistro e fuoriuscì dalla sommità destra del cranio. Incredibilmente, riuscì a salvarsi: dopo un periodo di convalescenza tornò alla vita di tutti i giorni, ma i familiari notarono un grande cambiamento nel suo comportamento.

Da uomo di famiglia onesto e gentile si trasformò in un giocatore d’azzardo, irrequieto, asociale e violento con la moglie e i figli. Questo caso aiuta a comprendere le funzioni della corteccia orbitofrontale, lesionata dall’asta di metallo nel caso di Phineas Gage.

La corteccia orbitofrontale distrutta porta le persone ad essere aggressive e la perdita di consapevolezza

Come Phineas Gage, altre persone con lesione all’OFC hanno riportato danni comportamentali molto simili: in uno studio longitudinale (Grafman et al., 1996) durato 40 anni sono stati presi in esame i veterani della guerra del Vietnam, molti dei quali presentavano una lesione a livello della OFC.

Il cambiamento drastico del comportamento di queste persone era ben visibile a tutti: questi veterani iniziarono ad assumere un atteggiamento aberrante, irascibile e aggressivo, completamente diverso dal loro comportamento ordinario (Grafman et al., 1996). Come nel caso di Phineas Gage, l’analisi di queste lesioni a livello dell’OFC hanno permesso di raggiungere le seguenti conclusioni: il danno neurologico esaminato porta l’individuo alla perdita di consapevolezza delle proprie azioni, ad un mancato controllo degli impulsi, a deficit nei processi di decision making e ad un ipometabolismo che provoca il venir meno della gratificazione (tipico anche dei giocatori d’azzardo).

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