Gregory Bateson: la biografia di uno psicologo straordinario

Articolo di Susy D’Onofrio

Gregory Bateson (1904-1980), antropologo, sociologo e psicologo britannico, fu allievo di Malinowski e di Radcliffe-Brown (aderendo alla sua teoria struttural-funzionalista). In seguito prese le distanze dai suoi maestri, trovando i loro approcci troppo riduttivi e trasse vantaggio dalla collaborazione nata con la Mead.

Studiando la cerimonia del naven tra gli iatmul della Nuova Guinea, Bateson ne analizzò gli aspetti psicologici, economici, politici, magico-religiosi ed etici.

La vita normale di una donna iatmul è quieta e schiva mentre quella di un uomo è chiassosa e piena di ostentazione. Quando partecipano alle cerimonie spettacolari le donne fanno qualcosa che esce dalle norme della loro esistenza e che è invece normale per gli uomini. Per queste occasioni speciali esse adottano elementi della cultura maschile, comportandosi come uomini e indossano ornamenti che solitamente spettano ad essi.(…) Gli uomini sono perfettamente abituati dalla loro irreale vita spettacolare alla “prova” della rappresentazione in pubblico ma non sono abituati ad esprimere liberamente le emozioni per qualcosa che riguarda gli altri. (…) La situazione naven contiene dunque due componenti, l’elemento di esibizione pubblica e l’elemento di emozione personale: ognuno dei due sessi, quando è posto dalla cultura in questa situazione, si trova di fronte ad una componente che non ha difficoltà ad accettare, mentre l’altra componente è imbarazzante. (Bateson 1988, 188-189)

Bateson individuò negli iatmul un modo di essere emotivo (ethos) e un modo di essere cognitivo (eidos) a seconda del sesso. Per cui identificò gli uomini esibizionisti e orgogliosi, mentre le donne docili e remissive. Questo modo di essere diversificato e complementare venne definito da Bateson col termine schismogenesi. Il naven é un rito che ha come obiettivo il mantenimento della coesione sociale qualora l’aumento di schismogenesi si dovesse rivelare pericoloso per la società. Col concetto di schismogenesi Bateson rifiutava l’idea che l’adattamento individuale potesse essere spiegato come reazione di un individuo a un ambiente a lui esterno (società/cultura). Con la dinamica della schismogenesi cercava di individuare i processi di azione e reazione cumulativa che riguardavano il livello emotivo per poter meglio comprendere il comportamento psichico ed emotivo dell’individuo, senza incasellarlo in modelli o configurazioni culturali (mere espressioni).