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Come le emozioni influenzano il nostro corpo: il caso dello stress

Quanto appena detto ci rimanda allo stress: una specifica situazione può essere stressante per una persona ma non per un’altra, e questo si deve a come le persone valutano e interpretano le situazioni. Stress ed emozioni si collegano tra loro anche perché sono entrambi fenomeni intenzionalmente controllabili, ovvero soggetti a processi di regolazione. Non a caso, per regolazione emotiva intendiamo il processo attraverso cui gli individui sono in grado di influenzare quali emozioni provano, quando e come le sperimentano ed esprimono.

Le strategie cognitive possono ridurre lo stress derivante da emozioni negative: il nostro benessere intrapsichico dipende da questi meccanismi di regolazione.

Il collegamento profondo tra emozioni, stress e organismo spiega come la regolazione emotiva giochi un ruolo di primaria importanza anche nella nostra salute fisica, nell’insorgenza e nel mantenimento di determinate patologie sia mediche che psicologiche. Talvolta, le strategie di coping non risultano efficaci: in questi casi, lo stress può condurre a quelli che vengono chiamati disturbi psicofisiologici. Alcuni di essi possono essere anche molto gravi, come l’ipertensione; altri, invece, sono più comuni, e comprendono lombalgie, stanchezza e cefalee.

Le conseguenze delle emozioni e dello stress sul corpo

Le conseguenze dello stress si possono raggruppare in tre categorie:

  • l’azione del cortisolo, dall’adrenalina e dalla noradrenalina → essi sono detti ormoni dello stress e conducono ad un’elevata pressione del sangue e all’alterazione del sistema immunitario. Tali ormoni si liberano nel nostro organismo a seguito di situazioni stressanti
  • comportamenti nocivi → vengono adottati nei periodi stressanti: si nota un aumento nell’uso di fumo, alcool, sostanze stupefacenti ed un’alterazione del sonno e della nutrizione
  • comportamento della persona nei confronti del proprio stato di salute → persone ostili sperimentano il mondo come stressante e ricevono minor sostegno sociale (Zani & Cicognani, 2000), il che porta ad una probabilità maggiore di sviluppare patologie. Le personalità di Tipo A sono in relazione allo sviluppo di disturbi cardiovascolari: la rabbia porta ad un aumento della pressione sanguigna, del battito cardiaco e dell’ormone cortisolo. Individui ostili tendono molto spesso a condurre uno stile di vita non sano e adottano comportamenti disadattivi: assumono atteggiamenti evitanti verso le cure e i consigli dei medici, la compliance passa in secondo piano e la capacità di chiedere aiuto inizia a venir meno

Questo è un articolo di Giulia Fenili.

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