psicologia della menzogna igor vitale

Psicologia della menzogna: perchè le persone mentono

Perché le persone mentono? La psicologia come sempre ha molte spiegazioni a questa domanda. Alcuni psicologi pensano che la menzogna sia uno dei modi in cui l’uomo primitivo ha cercato di sopravvivere. Altri psicologi pensano che sia possibile mentire a fin di bene. Altri ancora pensano che sia un processo trasversale della comunicazione umana. Scopri in questo articolo di Silvia Sgarro la Psicologia della menzogna.

Che cos’è la menzogna

La menzogna è una tipologia di inganno che implica l’esistenza di un processo di comunicazione e intenzionalità che si sviluppa tramite l’interazione di due o più persone. Sono proprio questi i tratti distintivi, che connotano la differenza tra menzogna e inganno: se non esiste una volontà
di raggirare il proprio interlocutore, espressa attraverso un processo comunicativo, non si può parlare di menzogna.

Nello specifico, l’inganno è un comportamento teso ad incidere sulle conoscenze, sui comportamenti e sulle aspettative dell’altro e ha una funzione di influenza interpersonale.

Esempio di inganno è il mimetismo negli animali, utilizzato non intenzionalmente come meccanismo di difesa.

Gli esempi di menzogna in psicologia

Le menzogne si dividono in due macro categorie quali dissimulazione in cui si mente omettendo e nascondendo informazioni senza proferire il falso e
falsificazione in cui si creano nuove informazioni al fine di raggirare o manipolare l’interlocutore.

Quest’ultima comporta uno sforzo cognitivo maggiore. Altri modi di mentire senza dire nulla di falso sono: dire la verità con fare sprezzante, ammettere un’emozione e mentire sulla causa che la suscita, dissimulare a metà omettendo l’elemento cruciale, rispondere in maniera evasiva.

Con l’analisi delle motivazioni che sono alla base del mentire vengono distinte: le bugie altruistiche, semplici ed innocenti proferite “a fin di bene”;
le bugie bianche, definite menzogne sociali che hanno lo scopo di migliorare i rapporti interpersonali; le bugie difensive, che hanno l’intento di proteggere se stessi o altri; le menzogne aggressive, proferite con lo scopo di nuocere o di procurare un vantaggio personale a scapito di qualcun altro.

La psicologia della menzogna spiegata tecnicamente

In base alla complessità della menzogna, questa può essere suddivisa in diversi livelli: i più avanzati, quindi, richiedono elevate capacità cognitive
e una buona conoscenza del comportamento menzognero, sia verbale che non verbale.

Il primo livello è rappresentato dalle menzogne semplici, cioè dette per manipolare il comportamento altrui senza volerne cambiare il
modo di pensare, il secondo livello presenta un maggior grado di consapevolezza da parte di chi mente che tenta di modificare le credenze del proprio interlocutore, al terzo livello chi mente, non solo tenta di modificare le credenze altrui, ma controlla anche le sue reazioni per adeguare il proprio comportamento e risultare più convincente.

Infine, possiamo individuare un quarto livello, in cui, sono necessarie strategie mentali, come le tecniche di suggestione, per convincere rapidamente le persone a fidarsi di loro.

Come puoi imparare a riconoscere la menzogna

Riconsocere la menzogna è una sfida oggi per la psicologia. Esistono infatti decine di metodi per farlo come il poligrafo, la comunicazione verbale e la comunicazione non verbale. Tra questi la comunicazione non verbale è certamente uno di quelli che puoi applicare sempre. Nessuno può impedirti di osservare gesti, posture e microespressioni facciali degli altri.

Ti mostro due metodi per imparare questa tecnica