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Una definizione di memoria esplicita

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Se ne parla riferendosi alla sensazione di stare ricordando qualcosa. Esistono due forme di memoria: semantica ed episodica. Dal secondo anni di vita il bambino diventa in grado di ricordare le esperienze, capace di aspettative e costruisce una mappa di rappresentazioni, sviluppa un senso di sé, del mondo fisico, del tempo e degli eventi.

La memoria semantica permette rappresentazioni proposizionalià questa forma di conoscenza riguarda dati e fatti del mondo ed è definita “noetica”. La memoria autobiografica riguarda invece processi “autonoetici” è capacità di fare viaggi mentali nel tempo. Le esperienze di attaccamento contribuiscono ad aumentare la capacità ci coscienza autonoetica del bambino. La memoria di lavoro è considerata come la lavagna della mente; permette di collegare diverse rappresentazioni mentali e di modificarle. Per memoria esplicita a lungo termine si intendono i processi che mediano l’immagazzinamento di informazioni per periodi di tempo molto lunghi.

I ricordi a lungo termine non durano per sempre; perché diventino permanenti c’è bisogno di consolidamento corticale. I processi di consolidamento possono portare alla creazione di legami associativi; processi correlati alle fasi del sonno REM, il cervello cerca di dare un senso agli eventi della giornata. Molte forme di amnesia danno luogo a una compromissione delle funzioni della memoria esplicita (amnesia infantile).

Attraverso la memoria episodica non ci limitiamo a richiamare il contenuto autobiografico: la consapevolezza autonoetica implica un’esperienza soggettiva e la capacità di collocazione temporale. In quest’ambito la consapevolezza di se può assumere diverse forme. La riattivazione dei ricordi è spesso influenzata da fattori ambientali (interni o esterni)à memoria esplicita=contesto-dipendente. A volte possiamo avere ricordi di determinati avvenimenti ma non essere in grado di riconoscere gli stimoli che li hanno evocati. L’ecforia iniziale (corrispondenza fra stimoli e rappresentazioni) è seguita da una serie di legami associativi influenzati dal contenuto del ricordo e dalla situazione attuale. Il richiamo dei ricordi diventa quindi modificatore della memoriaà riattivo rappresentazione e la immagazzino nuovamente in forma modificata. Questi processi spiegano perché i nostri ricordi possono cambiare. Gli stimoli possono portare ad un’attivazione contemporanea di ricordi impliciti ed espliciti. A livello soggettivo questo processo è caratterizzato in un primo momento dalla comparsa di sensazioni non verbali o di impulsi comportamentali. Queste componenti implicite non sono percepite come ricordi. Noi sentiamo, percepiamo, filtriamo gli elementi della memoria esplicita attraverso i modelli mentali di quella implicita. Solo una parte dei nostri ricordi può essere tradotta ed espressa dal linguaggio.

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