Come Gestire la Rabbia

gennaio 13th, 2016 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

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Tutti noi proviamo fastidio o insofferenza quando le nostre regole sono violate, di fronte ad un ingiustizia, però, quando la tua rabbia raggiunge livelli elevatissimi, va controllata prima che faccia del male a te e agli altri.

Non è mai utile arrabbiarsi in modo eccessivo.

Sfogare la rabbia non elimina la rabbia, elaborarla si. E’ ormai accertato che la rabbia trattenuta e rimossa viene somatizzata, impattando sul nostro corpo, creando problemi fisici. Ad esempio, n specifiche circostanze come subire umiliazioni che offendono la propria dignità. In questi casi, è giusto reagire con fermezza, ma quando l’ostilità attorno a noi diventa cronica è molto meglio risolvere il problema della rabbia all’origine.

Interverrai sulle cause che determinano la rabbia e non sugli effetti.

Scaricare la rabbia perché fa bene è falso. In alcune pratiche si suggerisce alla persona di scaricare la rabbia su cuscini, pupazzi di stoffa, ma questo non diminuisce la rabbia, forse, ti rende solo più consapevole della rabbia. L’espressione di questa emozione fa male, innanzitutto perché danneggia gli altri – nessuno vuole essere aggredito o  umiliato – e poi perché un’emozione negativa può essere ridotta solo se agiamo sulle motivazioni che la determinano.

La rabbia crea solo altra rabbia

Cosa fare quindi? Può esserti utile elaborare la rabbia. Elaborare la rabbia non significa cancellare questa emozione, ovvero, mostrarti calmo quando invece sei decisamente arrabbiato, ma significa “ragionare sul modo in cui valutiamo il comportamento dell’altro”. Infatti, a meno che non stiamo parlando di casi estremi, nella maggioranza dei casi: la tua rabbia è determinata dal modo in cui leggi la realtà e non dalla realtà in sé.

Immagina che il tuo partner…

Immagina che il tuo partner arrivi in ritardo ad un appuntamento. Se tu sei sempre corretto e puntuale, potresti ritenere che il tuo partner abbia fatto un errore grave. Ma se valutiamo il suo ritardo in modo diverso, cioè anziché ritenere che il tuo partner sia cattivo o egoista ritieni semplicemente che il tuo partner sia diverso da te, e che il fatto che noi siamo puntuali non obbliga il nostro partner ad essere puntuale come noi vorremmo, allora la nostra iniziale rabbia si trasformerà in irritazione.

Il tuo primo passo per affrontare la rabbia

Se vuoi affrontare seriamente la rabbia, quell’emozione che ti porta a reagire in modo inadeguato, il primo passo è quello di lasciare gli altri liberi di essere se stessi. Bisogna maturare la consapevolezza che gli altri possono non corrispondere alle nostre attese, violare le nostre indicazioni, farci delle critiche, ma per questi motivi, non sono necessariamente persone negative.

Rabbia primaria e rabbia secondaria

La rabbia che ti ho descritto finora, è una rabbia primaria, legata all’emozione. Esiste però anche una rabbia secondaria, causata da problematiche narcisistiche irrisolte. Questo tipo di rabbia si risolve diversamente, non è possibile affrontarla finchè non si studiano attentamente i pensieri automatici relativi alla valutazione dell’altro. Affrontare la rabbia secondaria significa prendere coscienza di tutti i bisogni frustrati di dipendenza e di riconoscimento.

Rabbia e manipolazione mentale

Oltre alla rabbia primaria e secondaria esiste anche una rabbia usata volontariamente per manipolare gli altri ed intimidirli. Solo un lavoro su di sé, capire che la rabbia strumentale produce solo effetti indesiderati, capire che se continuiamo ad esprimere questa emozione, gli altri ci rifiuteranno ci può permettere di gestire correttamente la rabbia.

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