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Alimentazione sportiva: uomini e donne a confronto

Articolo di Daniela Moschetto

Per moltissimo tempo il corpo è stato valutato come un sacco vuoto da riempire di calorie e/o nutrienti, sottovalutando che esso risponde omeostaticamente agli stimoli, ricercando equilibrio, che tra l’altro nell’atleta è instabile per diversi aspetti.

Nella prestazione atletica l’alimentazione insieme all’allenamento ed agli aspetti mentali è un fattore determinante.

Durante e dopo l’allenamento è essenziale integrare acqua, zuccheri, proteine, minerali (ferro, potassio, sodio, magnesio ecc) e grassi.

La dieta dello sportivo dev’essere normocalorica e normoproteica per evitare rallentamenti metabolici che possono causare blocco della crescita muscolare, catabolismo e impoverimento della massa magra.

Lo sportivo sa che il controllo del peso è un punto di forza delle sue prestazioni. Un’analisi corporea affidabile deve poter definire se i chili sono fatti di acqua muscolo o grasso, ciò è possibile valutarlo attraverso l’analisi bioimpetenziometrica.

Altra tecnica per effettuare un’analisi corporea è quella plicometrica che valuta la misurazione delle pliche di grasso sottocutanee con pinze graduate, anche se l’affidabilità rimane incerta.

Quantificare il numero di chili da perdere o guadagnare è sempre un compito complesso, utile è valutare il proprio stato di forma attraverso l’indice di massa corporea e la percentuale di massa grassa considerando peso e altezza.

Ma il problema dell’atleta non è solo mantenere un peso in linea con la propria performance, ma trovare anche l’equilibrio che garantisca salute solida e duratura per poter sostenere i carichi di allenamento.

 

Un pregiudizio, ormai debole, nel mondo sportivo è quello di associare gli sport a forti carichi agli uomini sottovalutando le capacità sportive delle donne. La verità è che non esiste uno sport meno adatto alle donne ma è giusto parlare di modalità di allenamento più o meno adatte.

Tra uomini e donne vi sono differenze fisiologiche, alimentari, psicologiche ed anche sportive, ad esempio, nelle risposte metaboliche, nella percentuale di massa grassa, nella sensibilità emotiva e  nell’assetto ormonale, ma ciò non indica controindicazioni per la donna nel praticare sport perché l’allenamento fisico, ad ogni età, contribuisce al mantenimento della salute fisica e psichica.

Fattori come fertilità, gravidanza e allettamento richiedo assoluto equilibrio per il corretto funzionamento, molte atlete ad esempio presentano amenorrea (scomparsa del ciclo mestruale) a causa di non adeguata dieta alimentare.

È dunque opportuno analizzare gli apporti calorici adeguandoli all’attività sportiva praticata.

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