paura di morire

Come eliminare la paura di morire

La paura di morire è un evento frequente nei casi di incidenti, disastri naturali, terremoti ed altre emergenze.  Sono altresì comuni gli stati di ansia, paura e panico. In questo articolo vediamo come ridurre l’ansia da senso di morte imminente negli eventi critici.

Cosa sono gli stati di terrore da senso di morte imminente

Gli stati di terrore sono molto comuni durante un evento critico. Questi consistono nella fobia, dei concretizzarsi un evento fortemente temuto e provocano il terrore. Spesso, possiamo riscontrarli durante rapine, scippi, stupri, rapimenti, calamità, perdita di familiari, ma anche in stati fobici come paure definite profonde o ancestrali (più o meno razionali). Durante queste crisi i soggetti terrorizzati possono provocare comportamenti pericolosi per sé stessi e per gli astanti.

Gli stati di terrore, hanno una componente di paura e d’ansia. Il terrore è caratterizzato da una regressione cognitiva della percezione del rischio e della paura che risulta intollerabile e dolorosa. Gli effetti dell’autosuggestione da terrore sono: il dolore psichico, falso dolore o dolore senza trauma, il senso di morte imminente, comportamenti disfunzionali, autolesionativi, suicidari. Questi stati sono percepiti come effettivamente reali e palpabili come il dolore e la disperazione. Un soggetto durante una crisi di terrore non si ferma a riflettere, ma agisce senza valutare azioni e reazioni. Possiamo definirlo governato da puro istinto, con azioni sproporzionate. Non è insolito che il terrorizzato si butti dalla finestra o spinga persone giù per le scale o che aggredisca gli operatori. Le crisi di terrore possono essere associate ad altre crisi, come agitazione psicomotoria e al panico nella claustrofobia.

 

Che cos’è la paura di morire: una definizione in psicologia

La paura di morire è una paura ancestrale, pervasiva e psicologicamente inaccettabile. Una persona che presume di stare  morire (anche senza motivo apparente) è caratterizzata da una marcata richiesta di aiuto, assillante e debilitante. È la classica persona, che non crede all’operatore e lo inganna, mentendogli peggiorando i propri sintomi. Il terrore è distinto dall’ansia anticipatoria. Ad esempio una  persona ansiosa che sta per affrontare un’operazione rischiosa non presume di morire, ma è cosciente del rischio operatorio. Invece, il soggetto in preda a terrore è quasi del tutto certo che sta per morire e che l’operatore gli stia mentendo. Questi casi sono a loro volta da dividere dall’atto simulatorio.

 

Come identificare la paura di morire con senso di morte imminente

  • Aspetti fisiologici. Il soggetto si presenta pallido, sudato (suda freddo), sensazioni di mancamento, leggeri tremori, senso di asfissia, marcata attivazione fisiologica.
  • Aspetti psicologici. Il terrorizzato che crede di morire, anche senza ferite, spesso viene  indotto a credere ciò dagli astanti, parenti, e da rappresentazioni sociali, ambienti situazionali. L’angosciato, spesso piange, è in uno stato di agitazione marcato e di confusione mentale è disperato, presenta una marcata ipocondria, marcata sospettosità, e un opposizione estrema nei confronti dell’operatore/medico. Spesso, non sa rispondere alla domanda “perché dovrebbe morire?”.
  • Aspetti comportamentali. Spesso chiede aiuto, si tiene il petto come nell’infarto o la gola come se mancasse l’aria, chiede tra quanto morirà, si aggrappa all’operatore, frequentemente  domanda cure inesistenti o sproporzionate in presenza di ferite non gravi, ingigantendo i sintomi.

 

Cosa non fare nei casi di paura di morire

In queste situazioni il soggetto è molto attento alla comunicazione non verbale e tenterà di trarre in errore il soccorritore per confermare le sue peggiori ipotesi. È presente una componente di sospetto molto marcata nei confronti dell’operatore, che probabilmente, riterrà di essere stato carente nella fase di triage. Inoltre, un comportamento non professionale, di gergo incomprensibile; dialoghi fatti sottovoce, tentativi goffi di tranquillizzare il paziente o alimentano il suo sospetto di morte imminente e peggiorano la situazione. È opportuno, dunque, non mostrarsi annoiati, disinteressati, perché in tal caso il paziente dubiterà delle abilità professionali dell’operatore e probabilmente peggiorerà o cercherà un altro operatore. L’operatore deve prestare attenzione a non suggestionare il soggetto con i suoi interventi peggiorando, la sensazione di morire.

 

Cosa fare per eliminare la paura di morire

l’intervento è basato sulla credibilità, chiarezza, sincerità e professionalità;

  • l’operatore deve presentarsi, qualificarsi a lungo, allontanare gli astanti o isolare il terrorizzato da terze persone soprattutto se i famigliari sono convinti anch’essi che stia per morire, farsi descrivere precisamente i sintomi  e rielencarli.
  • Si possono utilizzare tecniche paradossali come ingigantire i sintomi; ciò farà capire al soggetto che il suo quadro clinico è meno grave di quello che immagina. In caso di domande macabre e con risposte pseudo temute come “morirò?” rispondere in maniera ironica: “sicuramente, ma non oggi”, “torni un’altra volta e sarà più fortunato”, “se vuole morire deve trovare un altro modo”. Essere convincente usando tecniche insolite: “le giuro che ho visto di peggio della morte”, “la morte è una librazione e la vita è dolore, decida da che parte vuole stare”, “se sente dolore, vuol dire che è vivo”, “fa bene la paura di morire, è proprio questa la tiene vivo”, “se non muore entro 5 minuti è salvo”, “mi dispiace che lei non muoia”, “se stava veramente male avrei portato a casa un po’ di straordinari, non può fingere di morire, o di essere morto?” “ha fatto testamento? Peccato i suoi eredi saranno dispiaciuti”.
  • Un’alternativa comportamentale è quella di cercare di rassicurare la persona impressionandolo: “ho visto morire tanta gente, erano tutti a pochi metri da me e penso di saper riconoscere se una persona sta per morire o meno”, “se stessi per morire non te ne accorgeresti, moriresti e basta”, “ti posso assicurare che dovresti sentire molto dolore prima di morire” usare esempi di morte dolorosa (infarto, asfissia).
  • Dare un nome alla situazione e descrivere ciò che accade alla persona in modo che si renda conto che non sta per morire: “sei angosciato, hai paura di morire”, “i tuoi sintomi non sono sufficienti per morire”, “l’angoscia non è sufficiente per morire”. Spiegare al soggetto che si sta autosuggestionando facendo attenzione perché essere troppo diretti potrebbe far sentire il paziente accusato e l’operatore risulterebbe poco credibile.

Strategie comunicative per ridurre il senso di morte imminente

  • Atteggiamenti professionali. Fare domande molto precise e selettive: “da cosa presumi che stai per morire?” “descrivimi precisamente cosa dovrebbe succedere”, “quando pensi di morire?”.
  • Evitare di irrigidirsi in botta e risposta o rispondere a provocazioni; è più utile cambiare strategia comunicativa, usando un tono colloquiale, fare qualche domanda, parlare con i famigliari del paziente.
  • Minimizzare in modo ragionevole ed in maniera empatica , “è normale avere terrore di morire in queste situazioni”, “chi non farebbe così?”, “chi non teme la propria morte?”.
  • Cercare di evitare la visione di oggetti “ansiogeni” corpi, sangue strumenti che potrebbero impressionare la persona e terrorizzarla.
  • Usare tecniche distrattorie/placebo: “ecco ora le do una soluzione orale (acqua con poco sale e zucchero) vedrà starà meglio” e “la metto qua seduto tranquillo, ora le passa”.
  • Può essere utile allertare i colleghi perché probabilmente il soggetto tornerà per un altro parere medico.