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Come lo stress danneggia il cervello

Questo articolo di Giulia Fenili spiega come lo stress agisce sul sistema nervoso centrale.

Lo stress libera ormoni dannosi sul lungo periodo

I meccanismi che caratterizzano la reazione di stress coinvolgono il sistema nervoso e quello endocrino, che lavorano in sinergia in modo tale da garantire l’omeostasi. Quando lo stress diventa cronico si ha la liberazione di un fattore ipotalamico, la corticoliberina (CRF): questo peptide va a stimolare la produzione di corticotropina (ACTH) da parte dell’ipofisi, che a sua volta stimola le ghiandole surrenali a produrre corticoidi come cortisolo e corticosterone (Sapolsky, Krey, McEwen, 1986). Una notevole quantità di recettori per i glucocorticoidi si trova nella struttura cerebrale dell’ippocampo: tale formazione subisce infatti le conseguenze dello stress cronico in modo negativo.

Lo stress da male alla memoria

L’aumentare dei glucocorticoidi genera un’alterazione sia strutturale che funzionale dell’ippocampo: si ha una riduzione del volume ippocampale che conduce ad una riduzione della neurogenesi (formazione di nuovi neuroni), una riduzione della LTP (potenziamento a lungo termine) e dell’eccitabilità ippocampale che porta a disturbi della memoria.

Tutti questi effetti sono riscontrabili in patologie come il disturbo post-traumatico da stress e la depressione, dove alla base di entrambi risulta esserci un fattore stressante.

Lo stress fa ammalare

Ci sono poi alcuni sintomi e patologie che risultano associati a momenti di vita stressanti (Farnè, 2013)

Disturbi cardiovascolari

Il sistema cardiovascolare è uno dei bersagli principali dello stress. L’infarto cardiaco è uno dei disturbi più frequenti, e insorge quando le arterie coronarie sono ostruite e si interrompe di conseguenza il normale arrivo dell’ossigeno e delle sostanze nutritive. Le variabili psicologiche e sociali (in particolare il comportamento di tipo A) hanno un peso molto importante nella genesi dell’infarto cardiaco. Un altro disturbo molto frequente è l’ipertensione, la cui origine deriva in buona parte da fattori psicosociali. Di fronte ad emozioni intense si hanno fenomeni ipertensivi: se l’esposizione a queste emozioni è prolungata, un individuo può trovarsi in una situazione ad alto rischio, in quanto l’ipertensione può scatenare infarti ed emorragie cerebrali

Cefalee

L’emicrania è provocata dall’alternanza di restringimenti e dilatazioni delle arterie che forniscono sangue al cervello. Questo disturbo ha la peculiarità di presentarsi non durante la situazione stressante ma dopo, ovvero quando lo stress è finito e si è in una fase di rilassamento. La cefalea da tensione è causata dalla contrazione dei muscoli che fasciano la testa, la cui contrazione è provocata da eccitazione emotiva. Porta dolore percepito alle tempie, alla parte posteriore o a tutta la testa. Il disturbo si presenta durante un periodo di forte tensione o al termine di esso: spesso si ricorre all’uso di farmaci per alleviare il fastidio, ma la causa è di natura psicologica

Disturbi gastrointestinali

In molti casi lo stress può portare a vomito, diarrea e stitichezza, in quanto il tratto gastrointestinale risulta molto suscettibile alle reazioni di stress

Ulcere peptiche

Quando lo stress è intenso, provoca un aumento significativo della secrezione dei succhi gastrici: le forti emozioni possono provocare quindi alterazioni nei meccanismi di secrezione e nella digestione. Se i succhi gastrici subiscono un aumento eccessivo, formano una lesione – detta ulcera – che provoca dolore e in alcuni casi anche emorragie. Questo disturbo viene spesso riscontrato nelle persone con carattere molto intraprendente

Colite ulcerosa

E’ un disturbo a livello del colon caratterizzato da infiammazione: in una situazione stressante diventa iperattivo e irrorato di sangue e i sintomi sono emorragia rettale, diarrea, crampi addominali e perdita di peso. Viene associato alle condizioni di forte rabbia e risentimento

Disturbi del sonno

Quando l’individuo è sottoposto a uno stress intenso, il sonno può subire notevoli variazioni: spesso si hanno disturbi come l’insonnia, condizione in cui uno stato di attivazione al di sopra della soglia non consente alla persona di prendere sonno

La relazione tra stress ed emozioni influenza anche il modo in cui fronteggi le malattie

È stato visto inoltre che la relazione tra stress ed emozioni ha effetto anche sulle persone malate di cancro: i pazienti oncologici con atteggiamento positivo verso la malattia e con buone capacità di coping hanno una probabilità maggiore di sopravvivere rispetto a coloro che adottano un atteggiamento di tipo negativo (Pettingale et al., 1985). Lo stato emotivo di un paziente influenza il sistema immunitario in modo coerente a quanto lo influenza lo stress.

Le emozioni positive incrementano la generazione di cellule “killer”, cellule specializzate nel controllo della crescita tumorale; al contrario, le emozioni negative indeboliscono questa particolare capacità delle cellule killer.

Emozioni e stress sono quindi parte integrante della nostra esistenza: studiare a fondo le relazioni che si creano tra questi due fenomeni ci permette di prevenire e conoscere in modo sempre più ampio le loro conseguenze, sia positive che negative.

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