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Ho condotto una ricerca psicologica sul Coronavirus su 3484 persone. Questi gli aggiornamenti

Buonasera, sono Igor Vitale, psicologo e se mi segui sai che alcuni giorni fa ho pubblicato i risultati di una delle prime ricerche psicologiche sul tema del Coronavirus.

Se ne è parlato un sacco di effetti psicologici, di psicosi di massa, di ansia, di paura.

Pochi si sono fermati a raccogliere dati con metodo.

Ci stiamo impegnando nel comprendere lo stato psicologico degli italiani. In primo luogo per creare dei protocolli psicologici di supporto nell’emergenza, successivamente per fornire suggerimenti e linee guida agli altri stati. Potrebbero trovarsi a breve in una condizione simile.

Se hai perso la statistica precedenti, questi i dati dal 26 febbraio. Ti ricordo che erano bloccate solo alcune aree in quel momento.

Abbiamo misurato la condizione psicologica degli italiani al 19 marzo e posso dire che gli indicatori suggeriscono un peggioramento.

Come sai non è cambiato poco tra queste due date, siamo in isolamento. L’isolamento sociale facilita lo stress in maniera assurda.

Ma c’è da essere ottimisti, possiamo farcela se agiamo in modo consapevole ed impariamo a gestire il nostro stato d’animo. Ti mostrerò come fare.

Le condizioni psicologiche degli italiani sotto effetto delle restrizioni per Coronavirus (dati 19-23 Marzo)

Prima di iniziare a leggere i risultati ti ricordo una cosa. Il campione è stato raccolto in modo non probabilistico. La maggioranza dei partecipanti sono donne con livello di istruzione medio alto. Per cui, i dati raccolti rappresentano meglio questa parte della popolazione.

In ogni caso, i dati e le correlazioni ottenute ci danno un’idea:

  • sull’effetto dell’isolamento sociale sulle tendenze psicologiche
  • sul legame tra concetti psicologici

Se confrontiamo i dati del test fatto a Febbraio 2020 con quelli più recenti, raccolti tra il 19 e il 23 Marzo osserviamo un peggioramento delle condizioni psicologiche. Ma parliamoci chiaro non potevamo aspettarci che l’isolamento sociale provocasse un benessere. Questi sono risultati attesi.

Insisto però su un punto:

se molti parlano di paura, i dati suggeriscono che l’emozione prevalente è la tristezza che sorpassa la paura dei primissimi momenti. La tristezza aumenta più di tutte le altre condizioni psicologiche.

  • il 17,1 % delle persone afferma di dormire meno la notte
  • il 22,7% delle persone afferma di avere un senso di ansia costante
  • il 41,7% delle persone ha paura del Coronavirus
  • il 44,1% delle persone afferma di sentirsi più triste

Cala in modo significativo la percentuale di persone che è soddisfatta della propria vita (55%, contro il 65,1% di Febbraio)

Si riduce in modo notevole il numero di persone che dichiara di vivere una vita felice (50% contro il 64% di Febbraio)

Come prevenire la depressione ed il ruolo dei protocolli psicologici di emergenza

Di fronte a questi dati è inevitabile parlare di depressione. Questi dati sono raccolti con metodo non probabilistico. Non sono informazioni a chi è positivo al Coronavirus (o ne esposto indirettamente avendo un familiare affetto o defunto)

Nella popolazione esposta all

Probabilmente non sarà il solo isolamento a sottolineare questo rischio, ma soprattutto i fattori contestuali.

L’isolamento sociale fa soffrire una parte della popolazione certamente, ma la perdita e le incertezze sul lavoro possono aumentare il rischio di sviluppare tratti depressivi.

Le spiegazioni alternative alla diffusione e gestione del Coronavirus sono meno frequenti del solito

  • la percentuale di persone che ritiene che sia stato creato in laboratorio per danneggiare la popolazione è simile alla precedente (20,5%)
  • si riduce in modo significativo la percentuale di persone che ritiene che i rimedi naturali possano essere utili contro il Coronavirus (11,3%)
  • una piccola parte della popolazione pensa che le notizie del Coronavirus servano a distrarci da qualcos’altro (12,3%)
  • pochi si fidano della trasparenza degli altri Stati nella comunicazione del numero di infetti. Ben il 56,8% delle persone afferma che “alcuni Stati non stanno dicendo la verità sul numero di infetti”
  • circa 1 persona su 10 crede che il Coronavirus sia stato creato volontariamente per favorire le aziende farmaceutiche (11,4%)
  • il 27,8% dei rispondenti afferma che il Coronavirus è un’arma batteriologica.

Cosa può fare lo psicologo e cosa puoi fare tu per gestire gli stati negativi

Fortunatamente gli psicologi si sono attivati per fare supporto psicologico. Con tutti i mezzi possibili, telefono e Skype inclusi. Ti consiglio di riferirti.

Questo interessante articolo di Open ti da tutti i numeri utili per richiedere aiuto psicologico

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Perché è utile essere ottimisti

I dati sembrano suggerire che le variazioni nei risultati siano piuttosto rapide, questo implica che non appena sarà più chiaro il raggiungimento del picco, probabilmente le persone acquisiranno maggiore consapevolezza sulla gestione dell’emergenza.

Da qui, anche la condizione psicologica dovrebbe migliorare. Ciò che è importante adesso è garantire un buon supporto sociale e delle buone strategie per salvaguardare posti di lavoro ed economia.

Il raggiungimento del picco darà una maggiore percezione di controllo che farà da sostegno per l’autostima collettiva.

 

 

 

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