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La legge di Weber-Fechner in Economia e Psicologia

gustav-fechnerdi Ilaria Polidori

Un altro fattore che influenza la nostra capacità di raccogliere e utilizzare le informazioni e che può avere importanza anche in campo economico, è la cosiddetta legge, nota in psicofisica come Legge di Weber-Fechner.
Fino al XIX secolo, la psicologia era una disciplina di tipo esclusivamente filosofico e speculativo, ma dalla metà dell’Ottocento in poi, si cominciò a studiare la relazione esistente fra fenomeni fisiologici e psicologici, e a poco a poco questa disciplina cominciò ad acquisire rigore scientifico. Uno dei più grandi contributi in questo campo, lo dobbiamo al fisiologo tedesco E. H. Weber e al suo allievo G. T. Fechner, i quali si posero il problema di determinare quale debba essere la variazione di intensità di uno stimolo fisico affinché un individuo possa accorgersi della differenza. Ad esempio, la maggior parte di noi non sa distinguere la differenza fra un peso di 100 gr. E un peso di 102 gr.
Di quanto deve variare il peso affinché siamo in grado di notarlo?
Weber e Fechner verificarono empiricamente che la differenza minima percepibile, è proporzionale all’intensità dello
stimolo originario: più lo stimolo originario era forte, più deve essere ampia la variazione, perché se ne noti la differenza. Thaler (ma anche Kahneman e Tversky), hanno osservato un’applicazione di questa legge anche in campo economico, per quel che riguarda la capacità di raccogliere e utilizzare le informazioni, da parte dei consumatori che devono decidere se
prendere in considerazione certe differenze di prezzo.
Gli esperimenti utilizzati per verificare il fenomeno avevano più o meno la seguente struttura:

Problema 1: Supponi di voler acquistare una radio in un grande magazzino, che costa $25. Un amico vi informa che la stessa radio è in vendita in un altro grande magazzino situato a 20 minuti d’auto, ad un prezzo di $20.
Andresti fino all’altro grande magazzino?

Problema 2: Supponi di voler acquistare una TV in un grande magazzino, che costa $500. Un amico vi informa che la stessa
TV è in vendita in un altro grande magazzino situato a 20 minuti d’auto, ad un prezzo di $495.
Andresti fino all’altro grande magazzino?

La maggior parte delle persone risponde affermativamente alla prima domanda, negativamente alla seconda.
Secondo il modello di scelta razionale, è incoerente dare una risposta diversa nei due casi: se i costi e i benefici sono uguali (5$ di risparmio contro 20 minuti d’auto), gli individui dovrebbero comportarsi allo stesso modo.
Quattrone e Tversky (1) hanno avanzato l’ipotesi che gli individui effettuino le scelte facendo ricorso ad una sorta di “principio dei rapporti di differenza”, in base al quale l’impatto di una qualche differenza tra due valori monetari aumenta in funzione del loro rapporto. Nel primo caso, la differenza tra un prezzo di 25$ e un prezzo di 20$ determina un rapporto di 1.25, mentre la differenza tra un prezzo di 500$ e un prezzo di 495$ è di 1.01. Il primo rapporto, essendo più grande, verrà tenuto in maggiore considerazione.

(1) Quattrone G.A.,Tversky A. (1988)

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