training autogeno esercizio del respiro

Training autogeno esercizio del respiro

L’esercizio del respiro di Schultz

L’esercizio del respiro è un esercizio complementare di training autogeno ideato da Schultz. Se desideri partire dall’inizio, ecco qui le istruzioni degli esercizi di base e complementari

Come respirare in training autogeno

Non esiste una respirazione universalmente valida poiché anche questa, come le altre funzioni somatiche, dipende dalle caratteristiche della persona e dalla particolare situazione esistenziale, come esprimono efficacemente alcune espressioni comuni: “mi manca respiro”,“mi sento soffocare”, “mi lasci senza fiato”, “ho bisogno di riprendere fiato”, “sono col fiato sospeso”, “mi toglie l’aria”,

Accettiamo così come si esplica il ritmo respiratorio evitando ogni influenza intenzionale su di esso. La formula che viene proposta per la rappresentazione mentale è la seguente:

Formule linguistiche del training autogeno esercizio del respiro

Ecco cosa devi ripetere nella mente durante questo esercizio

  • Il mio respiro è calmo e regolare.
  • Da ripetersi 5/6 volte
  • Che può diventare successivamente e forse anche meglio
  • Io mi sento respirare.
  • Da ripetersi 5/6 volte
  • ”Io sono perfettamente calmo e disteso”
  • Frase che si ripete 2/3 volte

Come fare la ripresa energetica

Richiamare oltre alla calma anche la sensazione della pesantezza, del calore e del cuore.
Rimanere passivamente in ascolto di tutte le sensazioni e percezioni sia fisiche che psichiche che emergono spontaneamente immergendosi nello stato autogeno che si approfondisce gradualmente con l’allenamento regolare.
Quindi si prosegue con la ripresa energetica.
A questo punto è consigliabile tenere un protocollo-diario di quanto si percepito.

Quante volte al giorno fare training autogeno

L’esercizio va sempre svolto tre volte al giorno per 10/11 giorni.
Con la respirazione introiettiamo l’aria, il mondo, la via aerea diventa l’area del rapporto io-mondo, dentro-fuori. La respirazione è lo scambio.
L’esperienza di una normalizzazione della curva respiratoria il soggetto la sperimenta già a livello dei due primi esercizi fondamentali (quello della pesantezza e del calore) essendo, quest’ultima, la risultante di uno stato di distensione già raggiunto. Allorché, dunque, si invita il paziente a concentrarsi passivamente sulla respirazione in genere egli la realizza con facilità.
Normalmente accade che la respirazione si fa più lenta e profonda e tutto il proprio essere viene percepito in modo piacevole, come se respirasse ritmicamente.

Training autogeno e respiro

Il raggiungimento di uno stato commutativo quale si consegue a livello dell’esercizio del respiro, può richiamare l’analoga situazione propria delle tecniche yoga; ma è opportuno ribadire ancora come, pur nelle indubbie affinità, le due tecniche differiscono sostanzialmente tra loro proprio perché la concentrazione passiva del Training Autogeno è orientata esclusivamente (almeno per gli esercizi inferiori) su sensazioni somatiche senza avvalersi di quei contenuti religiosi e meditativi propri delle tecniche yoga.