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Trauma psicologico: sintomi

Abram Kardiner (1941)si accorse che coloro che avevano subito uno shock traumatico riportavano un’alterazione della concezione di sé e del mondo; una ricorsività dei ricordi che riguardavano l’evento traumatico; una maggiore suscettibilità agli stimoli collegati al trauma; un’intensa attivazione fisiologica (iperarousal).

Quali sono i sintomi del trauma psicologico

La descrizione dei sintomi post-traumatici elaborata da Kardiner induce dopo diverse riformulazioni, all’attuale inclusione del DPTS nei due sistemi diagnostici più diffusi al mondo:

  • il DSM-IV-TR (Diagnostic and statistical manual of mental disorders)
  • l’ICD-10 (International classification of diseases-10).

Il DSM-IV-TR e l’ICD-10 presentano il DPTS conseguente a uno stressor traumatico in grado di mettere a rischio l’integrità psicofisica del soggetto se non la sua stessa vita. Nonostante i criteri del DPTS nei due sistemi diagnostici siano piuttosto simili essi presentano alcune differenze sostanziali.

Quali sono le caratteristiche psicologiche che predispongono al trauma

L’ICD-10 delinea la possibilità che vi siano fattori predisponenti come i tratti di personalità o una precedente storia di patologia nevrotica, capaci di abbassare la soglia per lo sviluppo della sindrome o aggravare il suo decorso.

Inoltre la presenza di un distacco emotivo non è necessaria per la diagnosi di DPTS. Altra caratteristica riguarda la preferenza di una sola diagnosi piuttosto che un’associazione di comorbidità con altri disturbi psichiatrici.

Le conseguenze del trauma psicologico

Il DPTS rappresenta uno dei possibili esiti di un’esperienza traumatica.

Altri disturbi di origine traumatica sono il disturbo borderline di personalità, i disturbi dissociativi, i disturbi del comportamento alimentare e le dipendenze patologiche.

Il DSM-IV-TR propone una riformulazione del concetto di trauma che ha permesso di ampliare gli ambiti di ricerca orientando l’attenzione anche a quelle esperienze la cui traumaticità è in relazione ai sentimenti di paura, di impotenza e di orrore.

Ulteriori fattori che possono favorire l’insorgenza di questo disturbo sono la presenza di dissociazione peritraumatica che si manifesta durante o subito dopo l’evento traumatico (Griffin, Resik, Mechanic, 1997); presenza di una condizione alessitimica (Krystal, 2007): disfunzione dei sistemi di coping (van derKolk, McFarlane, Weisaeth, 2004).

Il quadro sintomatologico del trauma

Il quadro sintomatologico del disturbo è raccolto in tre raggruppamenti:

  1. La risperimentazione del trauma, attraverso ricordi, sogni angoscianti, incubi notturni e flashback intrusivi e ricorrenti;
  2. L’evitamento di tutte le situazioni che rievocano il ricordo traumatico;
  3. L’iperattivazione che si manifesta con una difficoltà a modulare il grado di arousal anche di fronte a sollecitazioni ambientali di lieve entità.

Il disturbo post traumatico da stress si presenta comunemente con altre categorie diagnostiche come nel caso del disturbo dell’adattamento.

Psicopatologie più comuni nel trauma psicologico (sintomi)

Frequente è la comorbidità con disturbi psichiatrici quali:

con meno frequenza vi sono poi associati disturbi di personalità come la personalità evitante, la personalità paranoide e la personalità borderline.

Osservazioni cliniche e dati di ricerca suggeriscono che spesso la reazione di difesa associata al trauma psichico è la dissociazione intesa come divisione tra sistemi di idee e di funzioni che costituiscono la personalità (Janet,1907).

Janet considera la dissociazione come un restringimento del campo della coscienza dovuto a un’originaria debolezza mentale che ostacola il normale processo di sintesi delle rappresentazioni mentali e alla disaggregazione psicologica del sistema mentale in differenti centri di aggregazione.

Tali conseguenze originate da reazioni emotive violente elicitate da una o più esperienze traumatiche si ritualizzano nella forma di shock, di flashback, di ricordi intrusivi e sensazioni corporee simili a quelle provate durante l’evento traumatico originario.

Frank Putnam (2005) definisce la dissociazione come uno stato in cui il soggetto subisce un’alterazione più o meno temporanea delle normali funzioni integrative dell’identità, della percezione, della memoria e della coscienza.

Per Putnam sono tre le categorie che riflettono la natura multidimensionale della dissociazione:

  • L’automatizzazione del comportamento: permette alla persona di economizzare le facoltà metacognitive nelle attività quotidiane;
  • La compartimentazione: in cui dimensioni cognitive inconciliabili vengono separate;
  • L’alterazione dell’identità e l’alienazione di sé.

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