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Come gestire meglio lo stress

Articolo di Irena Semi

Lo stress, diversamente da come si potrebbe pensare in un primo momento, non è prerogativa dei soli adulti, ed è importante che bambini e ragazzi siano aiutati a imparare a gestirlo, sia per permettere loro di vivere un’infanzia e un’adolescenza serene, sia per essere poi più preparati alle situazioni stressanti che sicuramente dovranno affrontare nella vita.

Per aiutare bambini e ragazzi a gestire lo stress, occorre prima di tutto capire da che cosa deriva e da che cosa è favorito. Per gli adolescenti, bisogna considerare i molteplici cambiamenti cui questa fase della loro vita è sottoposta: l’aumento delle responsabilità in particolare, ma anche altri possibili fattori di stress nell’ambito delle amicizie, nella scuola e nello sport che iniziano a diventare impegni più seri o le prime reali scelte per il proprio futuro.

Secondo un sondaggio dell’ American Psychological Association , condotto per valutare 36 la percezione dello stress nella popolazione, presente in un generale livello eccessivo nella popolazione, si è evidenziato quello percepito dai ragazzi risulta ancora superiore.

Infatti, il livello di stress valutato dagli adolescenti presi in esame è stato registrato con un punteggio medio di 5,8 punti su dieci, contro i 5,1 della popolazione adulta, il tutto da confrontarsi con il livello considerato come “sano” di 3,9 questo stress eccessivo e per poter quantificare l’importanza relativa di esse, uno studio del 2013 su Health Focus International ha rivelato una leggera prevalenza della preoccupazione per la situazione finanziaria dei genitori (60%) rispetto a quelle date dalle incertezze relative al proprio futuro lavorativo e dalle responsabilità che si dovrà prendere nel proprio futuro (40%).

Durante l’adolescenza, i ragazzi devono imparare ad affrontare le prime vere difficoltà, a allo stesso tempo a gestire la nuova situazione di maggiore autonomia e responsabilità. In questo processo di rapido apprendimento risulta fondamentale il supporto delle figure di riferimento quali genitori, educatori, insegnanti.

È importante che l’aiuto venga da tutte queste persone, non soltanto dalla famiglia, anche perché in genere gli adolescenti tendono a non dare troppo ascolto ai consigli dei genitori, attraversando una fase in cui stanno cercando di diventare più
indipendenti e autonomi.

I ricercatori dell’ American Psychological Association suggeriscono l’importanza di creare spazi di ascolto e dialogo con i figli. In tali momenti dedicati a loro, i ragazzi dovrebbero essere incoraggiati a condividere i fatti della giornata, gli stati d’animo, le proprie riflessioni, sentendo in questo modo più forti la presenza e il supporto dei genitori.

Grazie a tali spazi inoltre, madri e padri avrebbero la possibilità di capire meglio i propri figli. Quando questi si comportano in modo aggressivo, si lamentano, non ascoltano, i genitori si sentono in difficoltà e spesso colpevolizzano tali atteggiamenti senza vedere i possibili stati di stress alla base di essi.

Chiaramente il fatto di capire meglio i figli e di avere un canale di comunicazione più aperto in entrambe le direzioni offre la possibilità di agire direttamente sulle cause dello stress invece che curarne, o ancora peggio condannarne, i sintomi.

Per quanto riguarda i bambini, quando forse lo stress non riesce ancora a manifestarsi allo stesso modo in cui si mostra da adolescenti e adulti, un importante aspetto da considerare è invece l’effetto dello stress dei genitori sui figli o, anche se in misura minore, di educatori sui bambini a loro affidati.

Infatti, l’ansia da parte degli adulti nell’affrontare piccoli o grandi problemi, quotidiani o straordinari, trasmette ai bambini insicurezza.

Inoltre lo stress dei genitori rende i figli più vulnerabili, chiaramente dal punto di vista psicologico ed emotivo, ma anche dal punto di vista della salute fisica, come indicato dai risultati di una ricerca pubblicata sulla rivista Brain, Behaviour And Immunity

Questo studio, condotto su un campione di 120 bambini di età compresa tra 37 i 5 e i 10 anni, per un periodo di tre anni, si è basato su due monitoraggi paralleli: da una parte ai genitori è stato chiesto di compilare un diario in cui annotare i dati sulla salute fisica dei figli, dall’altra loro stessi sono stati sottoposti ogni sei mesi a test psicologici approfonditi per valutare il loro livello di stress.

Il risultato è stato una chiara correlazione tra la salute dei figli e il grado di stress dei genitori, con un 40% in più di malattie e un 70% in più di sintomi febbrili per ogni punto in più sulla scala dello stress dei genitori.

La novità di questo studio, più che nel fatto di mostrare come lo stress possa essere dannoso per la salute, tema sul quale vi sono numerosissimi studi, sta nel fatto di mettere in evidenza come tale meccanismo possa realizzarsi in modo indiretto, con cause ed effetti presenti in individui distinti.

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