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Test di Psicologia e Coronavirus: i risultati di 4471 test – DATI di MAGGIO

Abbiamo condotto una ricerca non probabilistica sull’impatto delle restrizioni dovute al Covid-19 sulla vita delle persone. La ricerca ha seguito lo stato psicologico delle persone da febbraio a maggio per valutare i rischi psicologici dovuti alla quarantena.

La raccolta dei dati è avvenuta su 4471 questionari ed ha seguito l’andamento della salute psicologica in quattro mesi.

Il campione non è probabilistico e rispecchia meglio il punto di vista del genere femminile (preponderante in questo studio) e del livello di istruzione medio-alto. Infatti, la grande maggioranza dei partecipanti ha un diploma di scuola superiore o una laurea.

Se sei curioso di sapere tutte le informazioni su questo studio ti lascio i dati dei mesi precedenti:

Analisi dei risultati di psicologia e coronavirus durante la fase 2 di Maggio

Per leggere correttamente questi dati, considera che ogni domanda è stata sottoposta mediante una scala di intensità che va da 1 (minimo) a 5 (massimo.

Osserviamo una leggera decrescita della soddisfazione della vita, che tuttavia ottiene un risultato piuttosto simile al mese precedente, la riduzione è di soli 4 centesimi di punto (da 3,52 a 3,48). Tramite il seguente grafico possiamo osservare chiaramente un leggero peggioramento, che comunque sembra arrestarsi gradualmente a seguito della riduzione delle restrizioni.

Simile l’interpretazione per la scala di felicità, la media comprende una contrazione da 3,44 (aprile) a 3,33 (maggio). E’ probabile che ci sia stato un fenomeno di accumulo dello stress che continua a produrre un leggero peggioramento dello stato psicologico.

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Le emozioni negative ed il coronavirus – una ricerca psicologica

Piuttosto stabile l’emozione della paura. Proviamo paura verso stimoli sconosciuti, i cui danni sono imprevedibili. Probabilmente una maggiore conoscenza dei virus e la loro implicazione nei possibili danni ha prodotto ad una riduzione dello stato di paura. Le terapie intensive inoltre sono attualmente più libere e le persone sono meno esposte alla comunicazione di minaccia. E’ possibile che questo possa avere un effetto di sedazione dell’ansia in futuro ed i relativi benefici.

Nessuna variazione importante neanche nella scala di tristezza. Gli stati psicologici negativi sembrano stabilizzarsi. Ci aspettiamo un miglioramento nei mesi a seguire con l’ulteriore allentamento delle misure. I dati di Aprile e Maggio sono pressoché comparabili.

Il lato positivo della quarantena: il ruolo di resilienza ed autoconsapevolezza per la protezione contro gli effetti negativi delle restrizioni dovute al Covid-19

Si tengono forti le risposte di resilienza e di autoconsapevolezza. Gli italiani dimostrano di aver reagito bene alla crisi e ad aver utilizzato questa situazione per migliorare le proprie capacità di gestione dello stress, così come dimostrato dai seguenti grafici.

Il ruolo degli psicologi per gestire gli stati negativi

Gli psicologi sono dunque la professione di riferimento per la gestione di questi stati negativi. E’ opportuno notare che però sembra esserci una scarsa sensibilità al tema ed una scarsa mobilitazione nella necessità di un supporto psicologico. Nonostante la situazione psicologica sembri piuttosto stabile, osserviamo una riduzione del punteggio legato all’item “ho bisogno di uno psicologo”

Il supporto psicologico deve dunque essere promosso al più ampio livello possibile al fine di far familiarizzare la popolazione con i benefici dell’intervento psicologico. Solo in questo modo sarà possibile gestire in una modalità diversa le richieste di aiuto, ridurre l’utilizzo inadeguato di farmaci e dare una risposta più completa all’emergenza relativa alla salute che stiamo affrontando in questo momento.

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