come comunicare con una persona delirante

Come comunicare con una persona delirante

Imparare come comunicare con una persona delirante (in fase di crisi psicotica delirante) non è assolutamente facile. Questo articolo non sostituisce indicazione medica o psicologica, ma ha la sola finalità di dare spunti sulla comunicazione. Riferisciti subito al medico in questi casi.

Come identificare il delirio

Spesso i soggetti provano esordi psicotici, ossia la prima crisi psicotica molto forte, in età tra i 18 e i 25 anni. In questo sito ci siamo occupati spesso di definire il delirio e scoprire come si identifica. Leggi qui il temi sul delirio

  •  Aspetti fisiologici del delirio. Gli effetti fisio-biologici della crisi sono impossibili da percepire a occhio nudo. Tutto sommato, alcuni soggetti presentano delle modificazioni corporali dovute alla ciclicità o al perdurare della crisi, come piaghe, espressioni facciali ambigue soprattutto se asimmetriche, parti del corpo che si muovono in modo inconsapevole, possibile scarsa igiene.
  • Aspetti psicologici del delirio. La persona manifesta un contorto filologico, palesemente paradossale, fantasioso ed irrazionale. Tale distorsione del pensiero si concretizza in azioni apparentemente inspiegabili, bizzarre, buffe, sfociando nel deliri.

L’aspetto cardine di questi deliri è che non sono criticabili e non è nemmeno pensabile opporvi un ragionamento logico.

  • Aspetti comportamentali del delirio. Lo stato delirante è manifesto, terribilmente accentuato e difficilmente autocensurante. Può presentarsi calmo e rallentato o eccitato, può avere scatti o intraprendere azioni apparentemente senza senso, come girare nudo, avere paura dell’acqua, credere di essere posseduto, credere di essere un’altra persona. È presente un certo grado di carattere bizzarria come l’accumulare oggetti di varia natura.

 

Cosa non fare durante il delirio

Una frase che molti operatori si ripetono in preparazione a questi interventi è “devo pensare come un pazzo”, frase errata a mio avviso. L’operatore non deve autoconvincersi di essere pazzo per affrontare queste crisi che spesso sono lunghe, difficili, ed imprevedibili ma deve cercare di “capire uno psicotico”. Per esempio, il tentativo di immobilizzare il soggetto non sempre è privo di conseguenze.

Bisogna prestare particolare attenzione alle mani del soggetto e a non rivolgergli le spalle. Se si individua una fonte di agitazione cercare di allontanarla, mostrare al soggetto che tale oggetto viene allontanato da lui.

Più sono le informazioni assimiliate, minore sarà la probabilità di peggiorare la crisi. Sta assumendo psicofarmaci? Ha sospeso gli psicofarmaci? Ha avversione a prendere le medicine? È una crisi di esordio psicotico o un delirio psicotico? Generalmente qual è la tematica dei suoi deliri? Ha già aggredito persone/operatori in passato? Ha una particolare opposizione verso una precisa figura professionale? Ad esempio se il soggetto teme “l’uomo nero” e si presentano due carabinieri, la cui divisa è nera, é probabile che li scambi per il soggetto del suo delirio.

Gli astanti sono difficili da controllare e vanno allontanati, le reazioni delle persone vicine spesso sono controproducenti. Paura, offese, disgusto o interferenze di vario tipo possono essere colte ed usate dallo psicotico.

Non contrastare il delirio tramite la logica, che come conseguenza porta alla rigidità mentale del soggetto e alla diffidenza. Il delirio assolutamente non è criticabile.

 

Tecniche su come comunicare con una persona delirante

 Raramente i soccorritori effettuano una valutazione idonea avendo esperienza di crisi psicotiche. É bene assicurarsi che il paziente sia sempre nel campo visivo dell’operatore e non voler toccare per forza il soggetto. Mantenere circa 2 metri di distanza senza allungare le mani. Se tra il soggetto e l’operatore ci sono mobili, tavoli, sedie, questi possono essere utili per rallentare il soggetto.

  • L’operatore deve valutare la possibilità di presentarsi e qualificarsi se sia meglio rimanere “incognito”, come una figura non professionale e non informata sui fatti. Dipende se il soggetto ha avversione manifesta verso una specifica classe di operatori.
  • L’operatore deve controllare la propria reazione. Il soggetto può presentarsi in maniera buffa o bizzarra ma l’operatore non deve ridere.
  • L’operatore deve controllare l’eventuale presenza di armi o strumenti pericolosi, la possibilità di defenestrazione e che non ci siano possibilità di chiudersi all’interno di una stanza. Bisogna cercare segni di un’eventuale assunzione di stupefacenti.ù
  • Il soggetto psicotico è in grado di tacere e di non parlare per ore, se l’operatore intende parlare con il soggetto, deve cercare delle strategie comunicative come scusanti introduttive al discorso. Come ad esempio “Oggi ho freddo”, “Hai visto la mia monetina?” “Sai che giorno arriva Babbo Natale? Lo aspetto tutto l’anno”

Come aiutare una persona delirante

  • Intraprendere azioni aleatorie, cercare di intraprendere una cooperazione o pseudocontatto, sedersi di fronte e offrire oggetti desiderati come sigarette, acqua, caramelle, biscotti.
  • Ascoltare con attenzione e pazienza i discorsi vaneggianti e ripetere spesso parti del discorso. Fare domande discrete, mai impegnative che potrebbero essere indirizzate contro di voi. Usare frasi accondiscendenti come “ti credo”,”si certo”, “è sicuramente come dici”,“vabbè se lo dici tu” favoriscono l’espressione del delirium, che non sempre è una strategia positiva. Cercare di intraprendere discorsi meno deliranti possibile. L’operatore, in casi che lo richiedono, può inscenare un ritardo mentale, mentre più rischioso inscenare a sua volta una crisi psicotica. Cercare di suscitare l’interesse del soggetto, tramite domande adattate all’evento.
  • Cercare di evitare di usare tecniche di rispecchio (copiare specularmente il soggetto).

Cosa evitare di fare con uno psicotico

  • Evitare fare leva sui contenuti deliranti, con frasi “se non mi obbedisci ti sparo con il mio raggio laser”, “se non esci subito da qua arriverà il demonio”. Non intraprendere discorsi con contenuti sessuali perché tali soggetti hanno una sessualità molto oppressa.
  • Evita di trarre in inganno il soggetto, cercare di farlo familiarizzare con tutti gli operatori, ad esempio chiedere al soggetto di quali operatore si fida maggiormente.
  • Non mentire al soggetto ma non essere totalmente sinceri con lui, non ditegli i vostri scopi, Ad esempio, “ora ti facciamo un trattamento sanitario obbligatorio”. L’operatore deve ricordare che è li per la salute di tale soggetto e deve comunicarlo più volte.